Confcommercio - A novembre calma piatta per i consumi

L'indicatore dei Consumi Confcommercio cala dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% su base annua. Per l'Ufficio Studi Confcommercio "cominciano ad emergere segnali di un andamento meno brillante dell'economia".

Nel novembre scorso l'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è sceso dello 0,1% rispetto ad ottobre e dello 0,2% su base annua. In termini di media mobile a tre mesi si conferma così la tendenza al moderato rallentamento iniziata alla fine dell'estate. Il fatto che la domanda delle famiglie resti debole rappresenta, per l'Ufficio Studi Confcommercio, "un elemento di criticità circa la possibilità di un'accelerazione della ripresa, in un contesto in cui, peraltro, cominciano ad emergere segnali di un andamento meno brillante dell'economia".

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

Il calo dello 0,1%, dopo la stasi del mese precedente, deriva da una flessione di analoga entità sia della domanda di beni, sia della spesa relativa ai servizi. Per quanto concerne le singole macro-funzioni di spesa aumenti contenuti per la spesa per i beni e servizi per la casa (+0,4%), per i beni e i servizi ricreativi (+0,3%), per beni e i servizi per le comunicazioni (+0,2%) e per l'abbigliamento e le calzature (+0,1%). Stabile la spesa per beni e servizi per la cura della persona, dopo la frenata registrata ad ottobre. Una riduzione significativa, dopo il positivo risultato di ottobre, ha interessato la domanda per i beni e i servizi per la mobilità (-1,2%), a causa del calo della domanda di autovetture e moto da parte dei privati. In leggera discesa anche la spesa per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,1%) e per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (-0,1%).

 

LE DINAMICHE TENDENZIALI

Il calo dello 0,2% è sintesi dell'andamento positivo della domanda relativa ai servizi (+1%) e di una flessione dello 0,7% della spesa per i beni. Rispetto al mese di novembre dello scorso anno l'incremento più significativo riguardato la domanda per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+1,1%). Più contenuta la crescita per i beni e i servizi ricreativi (+0,6%) e per i beni e i servizi per la casa (+0,3%). Una significativa riduzione dei consumi ha interessato invece la spesa per i beni e i servizi per la mobilità (-1,7%) e, in misura più contenuta, quella per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,9%). Variazioni negative anche per la spesa per l'abbigliamento e le calzature (-0,6%), per la domanda di beni e di servizi per le comunicazioni (-0,4%) e per i beni e i servizi per la cura della persona (-0,1%).

 

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Per dicembre 2017 l'Ufficio Studi Confcommercio stima, rispetto a novembre, un aumento dello 0,2%. Nel confronto con dicembre del 2016 l'inflazione dovrebbe attestarsi allo 0,7%.

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