Monday outlook | 18 12 ‘17

Il rafforzamento dell’economia italiana proseguirebbe per tutto il quadriennio di previsione, scrive Banca d’Italia nelle proiezioni macroeconomiche per l’economia italiana. Il PIL, corretto per gli effetti del numero di giornate lavorative, aumenterebbe dell’1,6 per cento nel 2017, per rallentare leggermente nel prossimo triennio, all’1,4 per cento nel 2018 e all’1,3 sia nel 2019 sia nel 2020. Sono stime di crescita più favorevoli rispetto agli scenari previsivi della Commissione europea e dell’FMI, che prefigurano invece un’espansione meno accentuata del PIL nel prossimo biennio.

Scrive l’Istat nell’edizione del BES 2017, il rapporto sul benessere equo e solidale, che il 2016 è stato l’anno della definitiva uscita del Paese da una crisi profonda e prolungata che ha cambiato la struttura produttiva italiana, i comportamenti individuali, le politiche pubbliche. Il miglioramento, registrato in molti ambiti del contesto socio-economico, ha avuto ampie ripercussioni sui diversi aspetti del benessere nel nostro Paese. Tuttavia, la sua diffusione non ha interessato in maniera omogenea tutte le fasce della popolazione e tutti i territori e, anche in quest’ottica, possono essere interpretati i dati che giungono dagli uffici di statistica e dai centri studi. Se i dati macroeconomici mostrano la ripresa questa ancora non riesce a raggiungere tutti.

Anche Eurostat ha fornito le sue statistiche sulla povertà in Europa dalle quali emerge che l’Italia è il Paese con il maggior numero di poveri. È comunque da segnalare che la tendenza si sta mano mano invertendo in Europa come nel Belpaese.

A ottobre 2017, fonte Istat, le vendite al dettaglio diminuiscono, rispetto al mese precedente, dell'1,0% in valore e dell'1,1% in volume. Le vendite di beni alimentari registrano una flessione dello 0,9% in valore e dell'1,5% in volume; anche le vendite di beni non alimentari diminuiscono (-1,0% in valore e -0,8% in volume). Un preoccupante campanello d'allarme per il consolidamento della ripresa, commenta Confcommercio.

Aumenta, fonte Istat, la produzione industriale: l'indice destagionalizzato segna un +0,5% rispetto a settembre. Nella media del trimestre agosto-ottobre 2017 la produzione è aumentata dello 0,8% nei confronti dei tre mesi precedenti.

L'Indicatore dei Consumi Confcommercio cala dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% su base annua. Per l'Ufficio Studi Confcommercio "cominciano ad emergere segnali di un andamento meno brillante dell'economia". Ed in una recente intervista su i quotidiani del Gruppo Gedi, Il Presidente Carlo Sangalli, ad una domanda sul recente studio sui Consumi di Natale dell’Ufficio studi Confcommercio su dati Format Research, ha risposto: «È un Natale sospeso tra la fine della crisi e una vera crescita perché la fiducia, che è un ingrediente fondamentale per sostenere i consumi, ha fatto registrare un calo. In ogni caso, le famiglie avranno comunque a dicembre il budget più alto degli ultimi dieci anni e la spesa per i regali sarà in linea con l’anno scorso».

È interessante leggere i dati della ricerca Confcommercio Format Research sugli acquisti per i regali del Natale 2017. Saranno in prevalenza generi alimentari (73,5%), giocattoli (48,7%), capi di abbigliamento (47,1%) e libri (43,5%) le tipologie di regalo più gettonate; in aumento cellulari e smartphone, gioielli e bigiotteria e viaggi. In aumento gli acquisti on line.

Tecnoborsa nell’Indagine sulle famiglie romane e il mercato immobiliare illustra come “A Roma nel biennio 2015-2016, il 54,6% di chi ha acquistato un immobile a uso residenziale è ricorso all’aiuto di un’agenzia immobiliare. La percentuale è scesa di 1,9 punti percentuali rispetto all’Indagine 2015 e di 11,3 punti rispetto a quella 2013. Tuttavia, il valore è allineato a quello medio nazionale”, come sottolineato dallo stesso Presidente Valter Gianmaria.

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