Banca d’Italia - Credito, competitività e competenza: pilastri dello sviluppo. Intervento del Direttore generale della Banca d’Italia e Presidente dell’IVASS Salvatore Rossi

Salvatore Rossi, Direttore Generale della Banca d'Italia e Presidente dell'IVASS, interviene alla 50ª Giornata del Credito organizzata dall’Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito (ANSPC) presso ABI-Palazzo Altieri a Roma.

Come hanno fatto le altre economie a crescere tanto più di noi? Aumentando l’efficienza media delle loro imprese produttive, in particolare la componente dovuta alle tecnologie e all’organizzazione aziendale, quella componente che gli economisti chiamano produttività totale dei fattori (PTF). Dal 1997 a oggi quella componente è rimasta piatta in Italia: ha sospinto la crescita media annua dell’economia di mezzo punto percentuale in Germania e Francia, di 0,2 in Spagna.
Il sistema produttivo italiano si è dimostrato nel complesso troppo fragile e frammentato per puntare sull’efficienza tecnologica e organizzativa e ha perso competitività nei confronti della concorrenza internazionale. Alcune imprese, prevalentemente medie, sono ora emerse dalla grande crisi con una rinnovata capacità di competere e stanno sostenendo le esportazioni italiane, ma le altre sono ancora deboli.

Veniamo agli aspetti finanziari. Il tema della nostra giornata parla di credito, ma è bene discutere più in generale di finanza, di cui il credito rappresenta solo una componente. Certo, si tratta di una componente storicamente importante in Italia, paese in cui le banche sono da sempre al centro del sistema finanziario. Ma da qualche anno andiamo riflettendo su quale sia la struttura finanziaria più adatta a sostenere il rilancio dello sviluppo economico dell’Italia, quindi la più adatta a finanziare l’innovazione nelle nostre imprese, specialmente quella tecnologica, e quale ruolo debbano giocarvi le banche e il credito bancario.
Cominciamo con l’osservare che il sistema finanziario italiano è nel complesso più piccolo rispetto a quello dei principali paesi europei: è circa 4 volte il PIL, un valore inferiore non solo a quello inglese, ma anche a quelli tedesco e francese. Le banche, come sappiamo, rivestono all’interno del settore finanziario italiano un peso nettamente superiore a quello osservato nel Regno Unito e più alto anche di quelli tedesco e francese, sia pur di poco.

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