monday outlook | 29 10 ‘18

L’atteso verdetto dell’agenzia di rating Standard & Poor’s è giunto nella tarda serata di venerdì scorso: "Il piano economico del governo - fa sapere S&P - rischia di indebolire la performance di crescita dell'Italia". Nel mirino anche la riforma delle pensioni. Per ora però il declassamento non c'è, mantenendo l'Italia a due lunghezze di distanza dal livello 'spazzatura' (BBB). Adesso si attende i nuovi giudizi dei mercati e l’andamento dello spread che comunque non lascia dormire sonni tranquilli e preoccupa seriamente, come ha anche dichiarato il ministro Tria.

Quella di giovedì scorso, che doveva essere la conferenza stampa del Governatore Draghi sull'addio al Qe (gli acquisti di titoli pubblici), si è trasformata in una sorta di dibattito sulla situazione l'Italiana, dove preoccupa gravemente l’andamento dello spread. I messaggi lanciati dal Governatore Draghi sono chiari e inequivocabili: 1) uno spread troppo alto danneggia le banche e di conseguenza i cittadini e i risparmiatori e allora è necessario moderare i toni e non mettere in discussione l’Euro; 2) la BCE non finanzia i deficit dei singoli paesi. A stretto giro la risposta del vicepremier Di Maio: “Il governatore Draghi sa che il problema dello spread non è legato alla manovra ma alla paura dei mercati che il paese possa uscire dall'Euro. Problema facilmente risolvibile, col fatto che noi nel contratto abbiamo inserito chiaramente che non vogliamo uscire dall'euro”. Il ministro dell’Economia Tria si dice fiducioso che il dialogo con la Commissione possa essere fruttuoso, superando, parole sue, quel pizzico di isteria che si riscontra in Italia ma anche dalle parti di Bruxelles.


A Palermo si è svolta l'edizione 2018 di TDlab, l'appuntamento annuale di Terziario Donna Confcommercio che quest'anno ha dedicato la parte pubblica ad un convegno sull'economia della cultura e dei saperi nel corso del quale è stata presentata un'indagine su "Territorio, cultura e innovazione delle imprese al femminile del terziario italiano", realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Research. Le imprese del terziario in Italia sono oltre 2 milioni e 600 mila, di queste il 28,3% sono imprese femminili e sono attive soprattutto nel Sud d'Italia, il 36,2%. Il 45% opera nel commercio, il 16% nel turismo e il 39% nei servizi.

Per il totale dell’economia, scrive l’Istat, nel terzo trimestre del 2018 le retribuzioni contrattuali orarie sono stazionarie in termini congiunturali dopo la vivace crescita del periodo precedente. In termini tendenziali, i miglioramenti retributivi conseguenti al rinnovo contrattuale per la quasi totalità dei dipendenti pubblici portano a una crescita prossima al due per cento. Nel settore privato la dinamica tendenziale ha un profilo più regolare e mostra una decelerazione negli ultimi due mesi del trimestre che deriva da un marcato rallentamento della crescita retributiva nel settore dei servizi privati.

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