Banca d’Italia - Giornata Mondiale del Risparmio del 2018 Intervento del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco

La tutela del risparmio richiede in primo luogo politiche economiche volte ad assicurare il mantenimento di condizioni finanziarie equilibrate, a stabilizzare le fluttuazioni cicliche dell’economia, a migliorarne il potenziale di crescita. La vigilanza sugli intermediari finanziari vi contribuisce; opera per limitare gli episodi di crisi e le loro ripercussioni sull’economia, ma non può eliminarli.
In Italia a una lunga e durissima fase recessiva si sono aggiunti fenomeni di mala gestio nel sistema bancario che, sebbene contenuti nel numero, hanno prodotto gravi conseguenze a livello locale. Gli interventi pubblici di sostegno al settore finanziario sono stati di ammontare molto più basso che negli altri principali paesi europei. Secondo gli ultimi dati rilasciati da Eurostat, il loro impatto sul debito pubblico ha raggiunto un massimo dell’1,3 per cento del prodotto interno lordo alla fine del 2017; in Francia, Spagna, Germania e nei Paesi Bassi i picchi raggiunti negli anni di crisi sono stati di circa il 4, il 5, il 12 e il 13 per cento. …

… Le prospettive dell’economia mondiale sono divenute negli ultimi mesi meno favorevoli. Rispetto ad aprile il Fondo monetario internazionale ha ridotto di 0,2 punti percentuali le previsioni sull’espansione dell’economia globale sia per il 2018 sia per il 2019. Il peggioramento delle previsioni sul commercio internazionale è più forte, di quasi un punto percentuale per quest’anno e di due terzi di punto per il prossimo. Il deterioramento del quadro macroeconomico riflette le tensioni commerciali nonché quelle esplose in paesi emergenti quali l’Argentina, il Brasile e la Turchia.
I rischi sono aumentati, soprattutto quelli che possono discendere da nuove misure protezionistiche da parte degli Stati Uniti. Quelle attuate sinora hanno riguardato una quota limitata dei beni scambiati a livello globale, ma le reazioni dei mercati finanziari sono state rilevanti; le ripercussioni sull’attività economica mondiale potrebbero essere amplificate da una revisione dei piani di spesa delle imprese.
In Italia, in base alle più recenti informazioni, la crescita del prodotto dovrebbe essere dell’ordine dell’1 per cento quest’anno, per poi ridursi nel 2019, al netto degli effetti della manovra di bilancio di cui non sono ancora noti i dettagli. I sondaggi presso le imprese restano nel complesso favorevoli, ma vi sono segnali che le tensioni commerciali potrebbero portare a una revisione dei piani di investimento. Anche per questo va evitato che si deteriorino, a causa di più alti tassi di interesse sul debito pubblico, le condizioni di finanziamento dell’economia. In un paese come il nostro dove il ritmo di crescita è già basso, da molti anni inferiore a quello del resto dell’area dell’euro, un ulteriore rallentamento dell’attività economica sarebbe più sentito che altrove.
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