L'economia del Lazio - Aggiornamento congiunturale, novembre 2018

Nella prima parte del 2018 la crescita dei livelli di attività è stata più debole di quella registrata l'anno precedente. L'andamento congiunturale è stato più favorevole per le imprese industriali e le aziende di maggiori dimensioni. La spesa per investimenti è stata contenuta.
Nel comparto industriale il fatturato si è moderatamente espanso e gli investimenti sono aumentati. Dopo la forte crescita del 2017 le esportazioni sono diminuite; vi ha contribuito la flessione nei comparti della metalmeccanica e della chimica. Nel settore delle costruzioni la produzione ha ristagnato, mentre in quello immobiliare le compravendite sono aumentate a un ritmo inferiore a quello medio nazionale ed è proseguita la flessione dei prezzi.
Nei servizi il tono congiunturale si è indebolito e gli investimenti sono lievemente calati. La crescita del fatturato ha interessato solo le imprese di maggiori dimensioni, mentre per le più piccole si è registrato un calo. Le presenze di turisti e la spesa dei viaggiatori esteri, al contrario, hanno continuato a espandersi.
Nel mercato del lavoro l'occupazione è aumentata a un tasso inferiore a quello registrato nel 2017; al calo degli occupati nei servizi e nelle costruzioni si è contrapposta una crescita nell'industria e in agricoltura. L'aumento ha interessato i lavoratori dipendenti, soprattutto a tempo determinato. Il tasso di disoccupazione è aumentato, anche per la riduzione del fenomeno dello scoraggiamento, e il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è diminuito.
Nella prima parte dell'anno i prestiti sono tornati moderatamente a crescere, dopo la sostanziale stazionarietà della fine dello scorso anno. L'intensità dell'espansione ha risentito della stagnazione del credito alle imprese, connessa anche all'ampliamento ancora contenuto della spesa per investimenti; è proseguita invece la crescita dei finanziamenti alle famiglie, favorita dal basso livello dei tassi d'interesse. Le condizioni di accesso al credito sono rimaste distese. La crescita dei livelli di attività, seppure contenuta, ha contribuito al miglioramento della qualità del credito di imprese e famiglie. Le disponibilità liquide si sono ancora ampliate per aziende e famiglie; quest'ultime hanno continuato a preferire, tra i diversi strumenti finanziari, i prodotti del risparmio gestito.
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