monday outlook | 03 12 ‘18

Le forti tensioni internazionali innescate dai venti di guerra che spirano tra Russia Ucraina, gli effetti della Brexit e la questione dei dazi non possono non influenzare negativamente l’economia mondiale e sono infatti argomenti che sono stati affrontati apertamente durante il G20 di Buenos Aires dove, comunque, si sono fatti importanti passi avanti negli accordi sul commercio internazionale, sui migranti e sul clima, in quest’ultimo caso senza gli USA che invece confermano la loro decisine di ritirarsi dall’accordo di Parigi.
A rappresentare l’Italia al G20 era presente il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "E' stata una bella, proficua esperienza di confronto, su temi molto sentiti, contribuiranno a disegnare anche il futuro della nostra civiltà e dei nostri paesi" ha detto nel corso della conferenza stampa al termine del G20. Il premier ha parlato di "temi molto stimolanti: mettere le persone al primo posto è un tema fondamentale". E la conferenza è stata anche l'occasione per parlare della Manovra e del negoziato in corso con l'Ue. E quella con l’Unione europea sulla Manovra finanziaria è una trattativa che deve portare ad evitare assolutamente un’eventuale procedura di infrazione che sarebbe un danno per il nostro paese ma anche per l’Europa stessa.

Preoccupanti i dati Istat sul Pil che sono al ribasso: la stima completa dei conti economici trimestrali indica per il terzo trimestre una diminuzione congiunturale del Pil dello 0,1%, con una lieve revisione al ribasso rispetto alla valutazione preliminare (che stimava una variazione nulla). Si tratta del primo calo dell’attività economica dopo un periodo di espansione protrattosi per 14 trimestri.
Male anche la fiducia di imprese e consumatori: il clima di fiducia delle imprese continua a registrare flessioni. L’indice, dopo la crescita registrata nella seconda metà del 2017, entra in una fase di stasi nel primo semestre del 2018 e comincia a diminuire da luglio 2018. Nella manifattura la diminuzione è concentrata soprattutto nel settore dei beni di investimento.
Anche il clima di fiducia dei consumatori, pur riflettendo un quadro complessivamente stabile, presenta una dinamica negativa a novembre 2018, determinata soprattutto dal deterioramento sia dei giudizi sia delle aspettative sulla situazione economica dell’Italia nonché da un marcato peggioramento delle attese sulla disoccupazione.

Ed è l’incertezza che traspare da queste dinamiche internazionali e nazionali che spinge imprese e cittadini a posticipare le decisioni di spesa e di investimenti. La conseguenza è una stasi dell’attività economica che è confermata dagli indicatori statico economici disponibili, molti dei quali riportati anche in questa newsletter.

 

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