monday outlook | 10 12 ‘18

In una intervista di domenica 9 dicembre al giornale La Stampa, Klaus Schwab, il fondatore del Forum di Davos, parla preoccupato di un’economia mondiale che starebbe frenando globalmente. Il problema, sostiene Schwab è che oggi non c’è una “locomotiva” che che sarebbe in grado di trascinarci fuori dalla crisi.
Cosa accadrà realmente nel prossimo futuro non è certo, quel che è sicuro è che, a più livelli si continua a parlare di un momento difficile, preoccupante per i conti del Pianeta.
Scrive l’Istat nella consueta Nota mensile sull’andamento dell’economia:
la dinamica dell’economia internazionale continua a essere caratterizzata da un’elevata eterogeneità tra i paesi e dalla presenza di rischi al ribasso derivanti dall’incertezza sulle politiche commerciali e sull’andamento dei mercati finanziari. Per quanto riguarda l’area euro c’è un deciso rallentamento dovuto in parte alla contrazione del Pil della Germania.
L’economia italiana, dopo una fase di progressiva decelerazione, nel terzo trimestre ha registrato un arretramento dei livelli di attività, determinato dalla marcata contrazione degli investimenti e da una lieve flessione dei consumi. La domanda estera netta ha invece fornito un contributo positivo alla crescita del Pil. I margini di profitto delle imprese manifatturiere mostrano una flessione, dopo la stabilità rilevata nella prima metà dell’anno.

Nel nostro Paese, poi, i consumi, che ci forniscono sempre una chiave di lettura chiara, sono piuttosto deboli, come certifica l’Istat nei dati sul commercio al dettaglio. Confcommercio spiega che le incertezze sulle prospettive economiche ed i segnali di rallentamento del mercato del lavoro stanno determinando, ormai da mesi, comportamenti molto prudenti in materia di scelte di consumo.

E in questi giorni l'Aula della Camera ha approva con 312 sì, 146 no la legge di Bilancio incassando il voto di fiducia. Ora il testo dovrà passare al Senato. Il ministro dell'Economia Giovanni Tria sostiene che un accordo con la Ue sulla manovra "è possibile, dipende da quello che si deciderà da una parte e dall'altra".

Il governo si muove anche fuori dalle Camere parlamentari. Lo ha fatto con il Vicepremier Salvini che ha incontrato al Viminale le organizzazioni d’impresa, fra queste la Confcommercio, gli Industriali, gli Artigiani. Lino Stoppani, Vicario di Confcommercio ha ribadito in quest’occasione come l'Italia abbia bisogno di più crescita, più occupazione e, dunque, di più investimenti per un Paese che sia più attrattivo e competitivo.

Ed il tessuto economico italiano è costituito fondamentalmente dalle imprese e fra queste quelle del commercio edile che sono state studiate in una ricerca presenta durante il 36° Meeting associativo di Federcomated da Format Research. In Italia si contano 10.479 imprese del commercio edile, ripartite in due macrocategorie: i grossisti (4.089) e le imprese del commercio al dettaglio (6.390).

Pierluigi Ascani, presidente di Format Research ha presentato la settimana scorsa alcuni dati sul turismo a Pordenone nel corso del convegno "Territorio, turismo ed eventi: Pordenone città che investe su se stessa" svoltosi il 3 dicembre, a palazzo Montereale Mantica. A fare il punto della situazione sono stati, oltre al presidente di Format Research, il vicepresidente del Consorzio Pordenone turismo Giampietro Zanolin, l’assessore al Turismo del Comune di Pordenone Guglielmina Cucci e Giovanna Santin, presidente di Federalberghi.

L’infografica sotto ci fornisce uno sguardo veloce e attento sul numero degli occupati nel turismo in Italia, in FVG e a Pordenone.

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