monday outlook | 17 12 ‘18

IL Qe, Quantitative easing, il piano straordinario di acquisto di titoli pubblici che ha sostenuto la crescita dell’area euro negli ultimi due anni terminerà fra pochi giorni, è quanto deciso dalla Banca Centrale Europea in relazione all’azione di politica monetaria. Alcuni Paesi, ha detto Draghi in conferenza stampa, devono la crescita in gran parte proprio a questo piano di acquisti. Il riferimento all’Italia implicito.
Per quanto riguarda l’analisi economica della BCE, nel terzo trimestre del 2018 il PIL in termini reali dell’area dell’euro è aumentato dello 0,2% sul periodo precedente, dopo una crescita dello 0,4% nei primi due trimestri. I dati più recenti e i risultati delle ultime indagini congiunturali indicano un’evoluzione più debole rispetto alle attese, di riflesso a un minore contributo della domanda estera e a fattori specifici a livello di paese e settore.

In chiaroscuro i dati Istat su fatturato e ordinativi dell’industria. Nonostante la flessione congiunturale registrata su base mensile, il fatturato dell’industria mantiene un profilo di crescita moderata nel confronto degli ultimi tre mesi con i tre precedenti. Anche l’indice totale degli ordinativi segna un contenuto aumento su base trimestrale rispetto al livello medio del periodo maggio-luglio, grazie al positivo contributo delle commesse provenienti dai mercati esteri. Al netto della componente di prezzo, tuttavia, il settore manifatturiero evidenzia una flessione congiunturale nella media degli ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti, proseguendo nell’andamento negativo già registrato nei mesi di agosto e settembre.

La mobilità delle condizioni economiche tra generazioni, scrivono i ricercatori di Banca d’Italia in uno studio che riportiamo in questa newsletter, è una caratteristica fondamentale per una società. La possibilità di conseguire un miglioramento delle condizioni di vita costituisce un potente incentivo allo sviluppo delle proprie capacità, all’innovazione, all’impegno nel lavoro; ne trae beneficio non solo il singolo individuo, ma anche l’intera collettività, che può avvantaggiarsi di una più robusta crescita dell’economia. Eppure, l’ascensore sociale in Italia sembra essersi fermato, istruzione, reddito da lavoro e ricchezza continuano a ereditarsi da genitori ai figli, con una tendenza tornata in aumento negli ultimi anni e che portano il nostro paese fra quelli con meno mobilità fra generazioni.

L'indicatore dei Consumi Confcommercio ha registrato un calo dello 0,2% su base mensile e un aumento dello 0,3% nel confronto con lo stesso mese del 2017. Per il quarto trimestre 2018 l'Ufficio Studi stima una crescita dello 0,1% del Pil in termini congiunturali, mentre il tasso di crescita annua dovrebbe attestarsi allo 0,4%.

Molto interessante la consueta analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio, in collaborazione con Format Research, secondo la quale, per Natale 2018, gli italiani spenderanno 171 euro a testa, una cifra sostanzialmente sui livelli dello scorso anno. L'ammontare delle tredicesime disponibile per i consumi sarà di 33 miliardi.

Con lo studio Format Research per Federpreziosi si scopre che nell’importante settore del lusso, resta invariata rispetto al 2017 la percentuale di Italiani che acquisteranno un gioiello o un orologio per Natale. La gioielleria tradizionale si conferma il principale canale di acquisto dei preziosi se pure a fronte di un aumento della percentuale dei consumatori che fanno ricorso al commercio elettronico. In aumento l’auto-acquisto soprattutto da parte del pubblico femminile.

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