monday outlook | 7 1 ‘19

Questo inizio del 2019 porta inevitabilmente con se l‘eredità dell’anno appena trascorso. Le gravi tensioni internazionali con le guerre commerciali tra Stati Uniti e Cina, la Brexit ancora dagli esiti incerti, gli scontri di piazza in Francia con la popolarità di Macron ormai ai minimi, la crisi economica in Giappone, tanto per citare alcuni dei fatti più eclatanti, fanno sentire la loro influenza sugli scenari mondiali con un rallentamento generale della crescita economica che comunque continua. A maggio, poi, ci saranno le elezioni europee che potrebbero ridisegnare gli attuali rapporti di potere nell’Unione europea.
In Italia ciò che ci riserverà il 2019 è già abbozzato dagli eventi economici e dalle scelte politiche che ci hanno accompagnato fino alla fine del 2018, ma poi, come ogni altro Paese, non potremo non essere toccati nel bene o nel male dall’andamento dell’economia globale.

Dal Fondo Monetario Internazionale apprendiamo che il debito globale ha raggiunto un valore record di 184 milia miliardi di dollari in termini nominali, ovvero il 225 per cento del Pil globale. In media, il debito pro-capite è stimato nell'ordine degli 86mila dollari, due volte e mezzo il reddito medio pro capite. "Le economie più indebitate sono generalmente anche quelle più ricche".

Secondo l’Istat a dicembre si rileva un peggioramento generalizzato del clima di fiducia. In particolare, per quanto riguarda le imprese, l’indice destagionalizzato torna sui livelli di due anni fa. Nella manifattura, la flessione del clima di fiducia riflette un deterioramento ulteriore dei giudizi sulla domanda a fronte di aspettative in lieve crescita e, dal punto di vista settoriale, il calo nel comparto dei beni intermedi. Peggioramenti si rilevano anche nei servizi e nelle costruzioni. Con riferimento ai consumatori, si segnala il peggioramento, per il terzo mese consecutivo, delle valutazioni sulla situazione economica del paese amplificato, come impatto negativo sull’indice, da un deterioramento dei giudizi sul quadro personale.
Per quanto riguarda i prezzi al consumo rileva l’Istat che il dato di dicembre 2018, in netto rallentamento, conferma un quadro di oscillazioni dell’inflazione largamente condizionato dall’andamento dei prezzi dei Beni energetici. Sono infatti gli Energetici non regolamentati (combustibili per l’abitazione e carburanti) a spiegare per lo più la frenata della crescita dei prezzi al consumo. Analogamente, in media annua, quasi metà dell’inflazione del 2018 è dovuta ai Beni energetici nel loro complesso, al netto dei quali i prezzi al consumo sono aumentati dell’1,0% nel 2017 e dello 0,7% nel 2018.

Come ogni anno è arrivato il momento dei saldi invernali.  Secondo l’indagine Confcommercio-Format Research sui saldi invernali: il 61,6% degli italiani attende i saldi (soprattutto le donne, il 68,3% contro il 56,2% degli uomini). Ad essere acquistati con gli sconti saranno prevalentemente i capi di abbigliamento.

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