monday outlook | 14 1 ‘19

Il dato economico più rilevante della settimana appena trascorsa è l’indice Istat sulla produzione industriale in Italia che, corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2018 è diminuito in termini tendenziali del 2,6%. Infatti la produzione industriale registra a novembre una marcata diminuzione sia su base congiunturale sia su base annua. Queste tendenze negative, potrebbero risultare amplificate da un effetto “ponte” connesso con il posizionamento nel calendario della festività del primo novembre.
Il dato, di per sé allarmante, assume maggiore spessore se visto nel complesso europeo dove altre grandi nazioni hanno espresso numeri negativi: Francia -1,3%, Spagna -2,6%, Gran Bretagna -0,4% e la Germania -1,9%.
È una vera gelata sul Vecchio continente (dove tra l’altro non lasciano dormire sonni tranquilli le conseguenze della Brexit), che porta inquietanti scenari di una possibile nuova recessione che potrebbe colpire anche a livello più ampio con un temuto arretramento nelle economie mondiali alimentato da tensioni politiche e dalle “guerre commerciali” fra Occidente ed Oriente.
Cosa ci riserverà il futuro è comunque presto per dirlo. Per il ministro dell’Economia, il professor Giovanni Tria, intervistato dal Corriere della Sera, ciò che si profila in Italia è, più che la recessione, la stagnazione. Allora ciò che conta è essere preparati. In tal senso ci sembrano appropriate le parole del del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che durante la presentazione del Primo Volume dell’Edizione Nazionale degli scritti di Luigi Einaudi ha ricordato la famosa Predica inutile, divenuta un classico, Conoscere per deliberare. Chiunque sia impegnato nelle istituzioni a cui è affidato il compito di governare l’economia di un paese deve comprenderne i principi, essere dotato di un sano senso pragmatico, essere consapevole dell’importanza della storia. Parole importanti, valide per qualsiasi governo di qualsiasi Paese.

A novembre 2018, stima l’Istat, le vendite al dettaglio continuano a registrare variazioni positive sia su base mensile, sia su base annua. Tra i beni non alimentari l’aumento tendenziale maggiore si rileva per il gruppo di prodotti Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+11,7%), fenomeno presumibilmente legato alle promozioni avvenute in occasione del cosiddetto Black Friday.
Sono molti e coerenti gli indizi che fanno pensare a una variazione mensile indotta più da un effetto di sostituzione e anticipazione di acquisti rispetto a dicembre e gennaio piuttosto che a un fenomeno di spesa aggiuntiva. E' il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat.

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