Confindustria - Brexit, tempi e modalità di uscita più incerti. Quali le conseguenze?

La débâcle sulla votazione del 15 gennaio sull'accordo negoziato dal Primo Ministro Theresa May con Bruxelles aumenta l'incertezza su quando e secondo quali modalità avverrà la Brexit.

Ciò ha un impatto immediato su sterlina e fiducia dei consumatori, che restano vicine ai minimi rispetto al periodo pre-Brexit; l'incertezza tiene giù anche gli investimenti, rischiando di compromettere le prospettive di crescita dell'economia nel medio e lungo periodo.

Ne risentiranno le imprese esportatrici italiane (ed europee) che rischiano di vedere ridotti i volumi di beni rivolti al mercato britannico; in ballo ci sono circa 23 miliardi di euro. Più difficili sono anche le scelte strategiche delle imprese multinazionali che hanno scelto il Regno Unito come base logistica e sono parte di catene del valore distribuite tra UK ed UE: l'approvazione dell'accordo avrebbe quantomeno incanalato la Brexit su binari certi e traiettorie più delineate.

La prolungata incertezza potrebbe far allontanare alcune multinazionali dal Regno Unito, costituendo un'opportunità per altri paesi europei di attrarle nelle loro economie: il CSC stima che per l'Italia gli investimenti diretti esteri potenziali extra potrebbero generare un aumento del PIL di 5,9 miliardi di euro annui, ovvero lo 0,4%; ciò non è comunque da considerarsi compensativo dei rischi e degli effetti negativi legati alla Brexit.

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