MEF - Tria: sbagliato parlare di manovra correttiva

"In questo momento è completamento sbagliato" sostenere che l'Italia dovrà procedere a una manovra correttiva. Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo, dopo che la Banca sia l'Fmi hanno tagliato le stime di crescita per l'Italia allo 0,6%. "I nostri conti pubblici - sostiene Tria - non corrono alcun pericolo, prima di tutto perché il quadro di finanza pubblica è stimato su una crescita tendenziale dello 0,6%". "Quando si fanno le previsioni e si fanno calcoli sommari di manovre correttive, in questo c'è un errore proprio basilare di impostazione", ha continuato Tria. "Le manovre correttive - sostiene il ministro - si fanno se le entrate e le uscite da noi stimate dovessero cambiare, ma non perché cambia la congiuntura. In questo caso la Commissione darebbe più spazio perché aumenterebbe il gap con la crescita". Tria ha sottolineato poi che "ci sono degli strumenti per impedire che gli obiettivi non vengano raggiunti" aggiungendo ancora che "il rallentamento dell'economia maggiore di quello previsto non comporta di per sè alcuna manovra correttiva, anche la Commissione non chiederebbe mai di fare manovre così fortemente procicliche". "Le previsioni – ha dichiarato ancora il ministro - sono complesse e come vedete sono cambiate di mese e mese. Sono passate dall'1 allo 0,6 per cento anche le previsioni di Bankitalia, in pochi mesi. Anche noi stiamo correggendo le nostre previsioni, ma è ovvio che in un periodo di rallentamento dell'economia le stime sono molto più incerte".

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