Banca d’Italia – Intervento di Carmelo Barbagallo: Crisi e regolamentazione finanziaria: cambiamenti e prospettive

Come si è avuto modo di sottolineare, la “crisi finanziaria globale” ha generato una forte reazione normativa, con caratteristiche di particolare incisività nella zona dell’euro, grazie anche alla centralizzazione della supervisione e della gestione delle crisi bancarie. Tale azione ha sensibilmente accresciuto il livello di solidità patrimoniale delle banche e ha contribuito a ridurre significativamente i rischi di credito, non mostrando pari efficacia nel tenere sotto controllo quelli di mercato.
Il “rialzo dell’asticella” dei coefficienti patrimoniali e la forte pressione del supervisore a ridurre i rischi, di credito e di liquidità, sta producendo una modificazione genetica del modello di business delle banche commerciali, sempre più fee based e cost saving, nella difficile ricerca di una adeguata remunerazione del capitale.
Introdotto in una fase particolarmente sfavorevole del ciclo economico, il processo di rafforzamento patrimoniale ha presumibilmente contribuito a frenare, nel nostro paese, la ripresa del credito bancario a famiglie e imprese; il minor credito bancario non è stato tuttavia ancora adeguatamente sostituito da forme alternative di finanziamento, come sarebbe auspicabile al fine di conseguire un sistema finanziario maggiormente diversificato.
Un altro elemento che ha caratterizzato il processo di riforma delle regole in Europa è l’applicazione del principio one size fits all, pur se cominciano a farsi spazio azioni correttive di questa tendenza.
Da ultimo sono stati posti in evidenza i limiti della disciplina di gestione delle crisi, auspicando maggiore sincronia tra bail-in e MREL, una più elevata attenzione alle procedure di soluzione delle crisi per le banche medio-piccole e la necessità di riconsiderare l’assimilazione degli interventi alternativi dei fondi di tutela dei depositi agli aiuti di Stato.
In sintesi, il processo di riforma delle regole post crisi finanziaria ha indubbiamente avuto meriti significativi, ma ha, al contempo, mostrato ampie aree di miglioramento, sulle quali sarebbe auspicabile una riflessione aperta al confronto internazionale, che attribuisca valenza prioritaria alla stabilità finanziaria e alla crescita economica.

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