monday outlook | 08 4 ‘19

La crescita del PIL della zona euro rimane debole, come riportato dall’Eurozone Economic Outlook (Istat, IFO, KOF). L’inflazione annua assumerà un profilo meno dinamico rispetto all’anno precedente, condizionata dal calo dei prezzi dell’energia e l’attuale scenario di previsione è caratterizzato da prospettive per lo più soggette a rischi al ribasso a seguito di possibili inasprimenti dei conflitti commerciali e una eventuale “hard-Brexit”, che comunque sembra allontanarsi.

Il Parlamento inglese ha approvato la legge contro il “no-deal” ma la questione Brexit rimane dirimente nel panorama economico europeo pesando in modo particolare sulle economie di Paesi quali la Germania, la Francia e in certa misura anche l’Italia, che con il Premier Conte, si dichiara pronta a qualsiasi sviluppo. Del resto la Brexit avrà un peso per tutti i Paesi dell'Unione che dovranno sopperire alla mancanza di un Paese nel bilancio comunitario come sostiene Paolo Sestito, capo del servizio struttura economica di Bankitalia.
Ma proprio quella che è l’economia più forte, la tedesca, sotto il peso della Brexit e delle irrisolte tensioni commerciali internazionali, sta soffrendo duramente questa contingenza. Gli ordini industriali tedeschi sono crollati inaspettatamente a febbraio, segnando un meno 4,2%, il ribasso più forte da due anni e in controtendenza rispetto alla stima media di un +0,3%. Su base annua si è registrata una flessione dell'8,4%, la più pesante in dieci anni. Il ministero dell'Economia tedesco ha osservato che l'attività manifatturiera "continuerà ad essere debole nei prossimi mesi, in particolare per la scarsa domanda estera".

Nel report sull'Italia che il segretario dell’Ocse Angel Gurria ha presentato lunedì scorso a Roma al fianco del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, l'istituto di Parigi descrive un Paese che negli ultimi anni ha registrato una "ripresa modesta" che ora "si sta indebolendo" tanto che nel 2019 "il Pil dovrebbe registrare una contrazione dello 0,2% e un aumento dello 0,5% nel 2020. Forti critiche sono espresse alla manovra economica e in particolare a “Quota 100” che, a detta dello studio rallenterà la crescita e farà aumentare il debito pubblico. Immediata la risposta in forte dissenso del Premier Conte: Sono tra le previsioni più pessimistiche fatte finora e sottostimano completamente l’effetto espansivo della manovra. Molto dure anche le reazioni dei due vicepremier.

A febbraio, scrive l’Istat, l’occupazione è in lieve flessione dopo il contenuto aumento del mese precedente, producendo come risultato una sostanziale stabilità nella media mobile trimestrale. La stabilità degli occupati nel trimestre si conferma sia per genere sia per posizione professionale, mentre tra i dipendenti si registra un aumento dei permanenti e una diminuzione dei temporanei. Su base tendenziale si conferma la crescita degli occupati seppure con intensità inferiore rispetto alla media del 2018.

Nel complesso per l’economia italiana non mancano segnali positivi ma i dati congiunturali, riporta l’Istat nella consueta nota mensile, descrivono complessivamente una fase di debolezza e Confcommercio, nel Misery Index, spiega che il disagio sociale è stato misurato in aumento a febbraio, questo soprattutto per il rialzo dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto.

Un disastro sarebbe l’eventuale aumento dell’Iva ma il vicepremier Di Maio, di fronte a Presidente Carlo Sangalli in occasione dell'incontro del 5 aprile "L'Italia che funziona", alla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, è stato netto: "L'anno scorso avevo incontrato il presidente Sangalli e avevo promesso che l'Iva non sarebbe aumentata. L'Iva non è aumentata e voglio assicurare che non aumenterà". (Le parole di Di Maio QUI e il discorso di Sangalli QUI)

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