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Martedì scorso il Consiglio dei ministri ha approvato il DEF (Documento di Economia e Finanza), mettendo nero su bianco le sue previsioni sul futuro dell’economia e delineando le strategie per i prossimi anni. Importante è il dato sulla crescita, stimata allo 0,2 per il 2019, contro l’1,5 per cento inserito nella legge di bilancio. Un vero ridimensionamento. Secondo le previsioni del governo inoltre, il deficit salirà dal 2 per cento al 2,4 e il debito pubblico passerà dal 132,2 al 132,7 per cento del PIL.
Confcommercio, con le parole del suo Presidente Carlo Sangalli, apprezza il realismo espresso nel Documento di economia e finanza, sostendo che la sfida rimane quella di evitare l’aumento dell’Iva.

Nel suo “L’Italia delle Imprese Outlook 2019”, Euler Hermes fornisce una grande quantità di dati e stima che il Pil italiano salirà dello 0,2% nel 2019 (come il Governo) e dello 0,4% nel 2020.

Nel World Economic Outlook, il Fondo Monetario Internazionale parla del rallentamento dell’economia globale e, per l’Area euro, enumera alcuni fattori di rischio. Fra questi pone le incertezze politiche in Italia con lo spread elevato e gli investimenti non all’altezza.

Al Council of Foreign Relations, in una conversazione pubblica con Greg Ip, commentatore capo dell'economia del Wall Street Journal, il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha parlato delle misure del Governo, Quota 100 e Reddito di cittadinanza, che a suo giudizio avranno effetto ma potrebbero non sostenere la produttività. Ha inoltre spiegato che il nostro Paese sta ancora pagando per la più grave crisi economica della sua storia.


Buone notizia giungono dalla rilevazione Istat sulla produzione industriale che continua a crescere a febbraio segnando la seconda variazione congiunturale positiva dopo quattro mesi consecutivi di cali che avevano contraddistinto la parte finale del 2018. Nonostante questo andamento positivo, la variazione congiunturale degli ultimi tre mesi continua a evidenziare un segno negativo, seppur di entità notevolmente ridotta.

Famiglie in lento recupero, indica l’Istat in Conti economici per settore istituzionale, con la propensione al risparmio all'8,1% e l'aumento del potere d'acquisto dello 0,9%, ma ancora in calo il tasso di profitto delle società finanziarie, al 41,7%. In difficoltà in particolare le imprese finanziarie.

Nella settimana appena trascorsa è stata presentata l’indagine Format Research per Ascom-Confcommercio Pordenone nella quale si evidenzia un diffuso decremento del numero di esercizi del commercio al dettaglio presso i quattro comuni principali del FVG, in coerenza con quanto avviene in quasi tutto il resto d’Italia. Tuttavia, al di là di Udine (che in termini relativi ha fatto registrare un decremento “leggermente” più basso), Pordenone mostra risultati meno preoccupanti rispetto ai comuni di Gorizia e Trieste.

Il 9 aprile Pierluigi Ascani, presidente di Format Research, ha presentato a Napoli l’indagine condotta per Federsicurezza sul mercato della vigilanza e sicurezza private, importanti settori nel tessuto economico del nostro Paese. Sono infatti 1339 le imprese che operano nel settore della vigilanza privata Italia. Il fatturato complessivo del settore è stimato in quasi 3,5 miliardi di euro.

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