monday outlook | 29 4 ‘19

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, interpellato a margine del forum Belt and Road a Pechino, sulla scelta di Standard & Poor's di lasciare invariato il rating dell'Italia a BBB, dice: "Dovremo migliorare sicuramente ma per ora va bene così. Ce lo aspettavamo". In realtà, pur essendo le tre “B” una valutazione negativa, i mercati, fino a poco prima della pubblicazione del giudizio si aspettavano un ulteriore declassamento che non c’è stato. L’outlook rimane comunque negativo. Molto e bene si dovrà lavorare per risalire la china e togliersi dall’orlo del precipizio. Nel frattempo la “non declassazione” ulteriore potrebbe avere effetti benefici sui mercati finanziari e sullo spread.

La coincidenza di feste e ponti di questi ultimi giorni, che vedono buona parte degli italiani muoversi per gite fuori porta o per qualche giorno di relax, nonostante l’instabilità del tempo, ci porta a indagare soprattutto dati che provengono dall’Europa, piuttosto che dalle fonti italiane.

La Banca Centrale Europea ha pubblicato giovedì scorso il Bollettino Economico rivelando che gli indicatori congiunturali segnalano un indebolimento dell'attività economica a livello internazionale nel primo trimestre del 2019. In particolare, è proseguito il rallentamento dell'interscambio in un contesto caratterizzato da una svolta nel ciclo industriale su scala mondiale e dall'intensificarsi delle tensioni commerciali. Fattori che certo toccano da vicino un Paese con vocazione all’export come il nostro.

Eurostat scrive che il debito pubblico scende all'85,1% del PIL nell'area dell'euro e va all'80% del PIL nell'UE a 28. In questo scenario, di per se buono, l’Italia si piazza, davanti alla sola Grecia, come fanalino di coda degli stati europei, con un debito pubblico del 132,2%, certificato dall’Istat.

Importanti i dati di questa settimana sul lavoro. Eurostat rileva che il tasso di occupazione delle persone tra i 20 ei 64 anni nell'UE ha raggiunto un nuovo picco al 73,2% nel 2018.
In uno studio sul futuro del lavoro, l’OCSE scrive che prossimamente, anche se il numero di occupati probabilmente non diminuirà, la qualità del lavoro e le disuguaglianze tra lavoratori potrebbero peggiorare. Per quanto riguarda le novità tecnologiche, e le preoccupazioni che possano distruggere posti di lavoro attraverso l’automazione, si considera che altrettanti ne verrebbero creati in lavori nuovi e innovativi. Si sottolinea, tuttavia che la transizione potrebbe essere non facile e occorre sia accompagnata da azioni volte a dissolvere eventuali iniquità e disparità. L’Ocse fa anche alcune osservazioni sulla recente misura governativa italiana del Reddito di cittadinanza che “rappresenta un trasferimento di risorse importante verso le persone in condizioni di povertà. Tuttavia, il livello attuale del sussidio – ritengono- è elevato rispetto ai redditi mediani italiani”.

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