Confindustria - E' vero che la produttività della manifattura italiana è così bassa?

La manifattura italiana occupa ancora oggi la settima posizione al mondo per valore aggiunto, la quarta per diversificazione produttiva, la seconda per competitività dell’export e mostra un tasso d’investimento che è superiore a quello dei principali competitor europei, Germania inclusa. Eppure, le statistiche sulla crescita, comunemente utilizzate per l’analisi economica, sembrano indicare che l’Italia sia da tempo affetta da un forte deficit di competitività, che negli anni l’ha portata ad allontanarsi dalle traiettorie di sviluppo seguite dagli altri principali partner occidentali.
Le statistiche nascondono sempre delle insidie, ma quelle della produttività forse più di altre, e pertanto richiedono di essere interpretate e utilizzate con la giusta cautela e senso critico. C’è una questione dell’eterogeneità/polarizzazione nei comportamenti tra imprese che rendono le statistiche aggregate sempre meno informative e potenzialmente fuorvianti. C’è poi la questione della corretta misurazione della produttività e della comparabilità tra paesi nelle statistiche, che è ancora oggi lontana da essere raggiunta, anche nella UE.
Di questo hanno discusso Giorgia Giovannetti, Professore ordinario di Economia Politica all’Università di Firenze, e Livio Romano,ricercatore del Centro Studi Confindustria, coordinati dal Capo economista di Confindustria, Andrea Montanino.
Per approfondimenti sul tema rimandiamo alla Nota dal CSC L’industria italiana e la produttività. Cosa significa essere competitivi? di Livio Romano e Fabrizio Traù.
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