monday outlook | 27 5 ‘19

Mentre stiamo scrivendo si sta votando e si è votato in Europa ed in Italia per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo e, nel nostro Paese, in quello che viene definito un “election day, le consultazioni elettorali riguardano anche la Regione Piemonte e oltre 3800 comuni su tutto il territorio nazionale.

È dunque un momento storico delicato per l’Europa al quale si somma l’incognita Brexit i cui sviluppi inaspettati hanno portato nei giorni scorsi alle dimissioni della Primo Ministro Theresa May, effettive dal 7 giugno, e che quindi lascia l’iter di uscita del Regno Unito dalla UE al suo successore, che dovrà essere eletto nelle successive settimane. Tutto questo continua a generare un grave clima di incertezza politica che si riflette inevitabilmente e negativamente sull’andamento economico del Vecchio Continente. A ciò, poi, non si può non aggiungere l’altro grave fattore di rischio per i mercati internazionali, ovvero la questione della “guerra commerciale” tra Stati Uniti e Cina, di cui, uno degli ultimi effetti, è la rottura dei rapporti tra il colosso americano del web Google e il gigante cinese della telefonia Huawei.
Sono questioni che, nel mondo globalizzato, toccano non solo ogni Stato, ma arrivano a farsi sentire vivamente sulla pelle di imprese e cittadini.

Scrive l’Istat nelle Prospettive per l’economia italiana nel 2019, che il prodotto interno lordo (Pil) è previsto crescere dello 0,3% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente. L’attuale scenario di previsione, è inoltre scritto, è caratterizzato da alcuni rischi al ribasso rappresentati da una ulteriore moderazione del commercio internazionale e da un possibile peggioramento delle condizioni creditizie legato all’aumento dell’incertezza e all’evoluzione negativa degli scenari politici ed economici internazionali.
Secondo l’ufficio studi di Confcommercio, l’economia italiana è a metà strada tra recessione e ripresa, in un quadro che viene definito di “stagnazione”.

L’Ocse, nel suo ultimo Economic Outlook, prevede per l’Italia il Pil fermo nel 2019 e una crescita dello 0,6% nel 2020. Sostiene poi che una crescita stagnante dell'occupazione e un aumento del di risparmio delle famiglie frenano i consumi privati, mentre la debole domanda estera e le tensioni commerciali globali stanno danneggiando le esportazioni.

“Più lavoro, più crescita e meno debito pubblico restano gli obiettivi che una sana politica economica deve perseguire” ha detto nel suo discorso all’Assemblea annuale di Confindustria il Presidente Boccia, che ha sottolineato come la vera priorità è creare più lavoro a partire dai giovani.

Questa settimana è stato illustrato a Udine da Pierluigi Ascani, presidente di Format Research, l’Osservatorio sul Commercio in Friuli Venezia Giulia, dal quale giungono una grande quantità di dati interessanti sulle imprese che stanno vivendo un clima di preoccupazione derivante dall’eccesso di burocrazia e tasse e dal quadro politico attuale. La fiducia delle imprese del FVG è misurata in calo, nonostante, pur con qualche affanno, l’andamento dell’economia reale mostra un quadro di sostanziale stabilità specie dal punto di vista dei ricavi.

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