monday outlook |03 6 ‘19

Il quadro economico generale mostra nuove tensioni sui mercati internazionali, questa volta innescate da una possibile nuova guerra dei dazi che il presidente USA Donald Trump annuncia voler ingaggiare con il confinante Messico. Dal canto nostro l’economia italiana è stagnante con lo spread che in settimana è arrivato a toccare 293 punti e siamo osservati speciali in Europa: mercoledì prossimo la Commissione Europea trarrà le conclusioni alla risposta italiana alla lettera che la stessa Commissione ha inviato a l’Italia la settimana scorsa nella quale si diceva che non era stata rispettata la regola del debito 2018. Dal Governo, con il vicepremier Salvini, intanto si mostra tranquillità perché, dice, “ci sono segnali positivi per l’economia italiana e sono convinto che l'Europa rispetterà la nostra volontà di crescere e tagliare le tasse”.

"Saremmo stati più poveri senza l'Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario". Lo afferma il Governatore Ignazio Visco a conclusione delle Considerazioni finali espresse venerdì 31 in Banca d’Italia all’Assemblea Annuale. Aggiungendo anche che l’appartenenza all’Unione europea è fondamentale per tornare su un sentiero di sviluppo stabile: è il modo che abbiamo per rispondere alle sfide globali poste dall’integrazione dei mercati, dalla tecnologia, dai cambiamenti geopolitici, dai flussi migratori.

A maggio 2019, certifica Istat, l’indice del clima di fiducia dei consumatori torna ad aumentare dopo tre mesi consecutivi di calo, passando da 110,6 a 111,8; un’evoluzione positiva si rileva anche per l’indice composito del clima di fiducia delle imprese, che aumenta da 98,8 a 100,2.

Nei Conti Economici Trimestrali, l’Istat scrive che nel primo trimestre del 2019 il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,1% nei confronti del primo trimestre del 2018. La stima completa dei conti economici trimestrali per il primo trimestre del 2019 conferma l’interruzione della sequenza negativa registrata nella seconda metà del 2018.
Secondo le stime preliminari Istat, nel mese di maggio 2019 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dell’0,9% su base annua (era +1,1% del mese precedente). Alla base della decelerazione dell’inflazione a maggio ci sono soprattutto fattori stagionali e di calendario nei servizi di trasporto e in quelli della filiera turistica, di segno opposto a quelli osservati in aprile. Complessivamente, mentre i prezzi dei beni mantengono la stessa dinamica di crescita del mese precedente, quelli dei servizi rallentano.
Dati, questi sull’inflazione, in linea con le attese, che confermano ancora una volta l'assenza di tensioni su questo versante, commenta l'Ufficio Studi di Confcommercio.

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