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A maggio, scrive l’Istat nella sua nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, si è protratta la situazione di incertezza sul futuro delle relazioni commerciali internazionali. I negoziati tra USA e Cina sembrano essere ancora lontani da una risoluzione e quelli relativi ai trattati bilaterali con Giappone e l’Ue restano in una fase preliminare. Continua quindi anche a livello mondiale in lungo e difficile periodo di incertezze per i mercati e le economie internazionali. Per quanto riguarda la nostra di economia, l’Istituto di statistica annota un aumento congiunturale dello 0,1 del Pil, un mercato del lavoro sostanzialmente stabile, l’inflazione in rallentamento e il clima di fiducia dei consumatori che è tornato ad aumentare.

L’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano ha segnato a maggio 49.7, ovvero un leggero peggioramento delle condizioni operative del settore, registrando comunque la contrazione più debole da settembre 2018, con gli indici anticipatori delle tendenze che suggeriscono aspettative più ottimistiche con l’approccio dell’estate.

Come abbiamo visto la settimana scorsa, la Commissione Ue ha rimproverato all’Italia il mancato rispetto delle regole sul debito pubblico. Ora è stato dato il via ufficiale alla procedura d’infrazione contro il nostro Paese per debito eccessivo. Le sanzioni dovrebbero prendere il via a partire da gennaio 2020 e sarà difficile riuscire ad evitarle. Intanto si è parlato, come possibile rimedio al debito pubblico nazionale, dell’introduzione di minibot che però, ha Sottolineato il Governatore della BCE Mario Draghi nella sua conferenza stampa in seguito alle “Decisioni di politica monetaria”, non solo sarebbero illegali ma avrebbero l’effetto sostanziale di produrre altro debito.

Si è svolta il 6 giugno la partecipata Assemblea annuale di Confcommercio, l’associazione che raccoglie il più grande numero di imprese italiane. Nella sua relazione, il Presidente Carlo Sangalli, ha sottolineato che "non basta quello che si sta facendo, la ripresa è quasi nulla e per la crescita si deve e si può fare di più". È stato poi presentato il rapporto del Centro Studi Confcommercio nel quale si dice che nel 2020 per l'Italia c'è il rischio di una crescita zero. Si sottolinea poi come le stime di crescita sarebbero di +0,3% nel 2019 e +0,5% nel 2020, ma un eventuale aumento dell'Iva il prossimo anno potrebbe avere un impatto negativo di 0,4-0,5% sul Pil. A questo timore ha risposto direttamente dal palco dell’Assemblea il ministro dello Sviluppo Economico Di Mio che ha ribadito che l’Iva non è aumenta quest’anno e non aumenterà il prossimo.

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