ANIA - Assemblea annuale 2019

L’economia globale sta perdendo slancio: con l’eccezione degli Stati Uniti, l’attività economica ha rallentato e il commercio mondiale si è contratto nell’ultima parte del 2018. Anche nell’area dell’euro le dinamiche di crescita sono state riviste al ribasso. Sulle prospettive continuano a gravare diversi rischi, quali il perdurare delle tensioni commerciali, una decelerazione congiunturale superiore alle attese in Cina, le ricadute della Brexit.
L’economia italiana, dopo il rallentamento nel 2018 provocato essenzialmente da un minore sostegno delle esportazioni, ha lievemente recuperato nella prima parte dell’anno in corso. Gli indicatori congiunturali restano, tuttavia, deboli, anche se i recenti dati forniti dall’Istat in tema di occupazione sono confortanti.
Il miglioramento delle condizioni sui mercati finanziari globali si è esteso anche all’Italia nella prima parte del 2019; le incertezze che hanno preceduto e seguito la scadenza elettorale europea hanno determinato un acuirsi delle tensioni sui titoli di Stato italiani, poi rientrate a seguito delle misure di politica monetaria e del positivo giudizio europeo sui conti italiani, tale da evitare un’eventuale procedura di infrazione.
I dati, pur nelle oscillazioni congiunturali, confermano però che l’Italia cresce troppo poco. Da anni cresce meno dei principali partner europei. Eppure il nostro Paese ha tanti punti di forza che potrebbero consentirgli di correre come e più degli altri: un tessuto produttivo innovativo e flessibile, la capacità di competere sui mercati internazionali, il risparmio accumulato dalle famiglie.
A fianco di questi fattori positivi vi sono, tuttavia, non meno importanti nodi che vanno sciolti: un debito pubblico elevato, una spesa pubblica concentrata sulle voci correnti anziché sugli investimenti, la fragilità del territorio, la vulnerabilità che deriva da un’insufficiente protezione contro i rischi.
Si tratta di nodi che frenano le potenzialità di sviluppo del nostro Paese, soprattutto in una fase – come quella attuale – di grandi trasformazioni sul piano economico, sociale, tecnologico, ambientale.
Per garantire un futuro di benessere al nostro Paese occorre far leva sui punti di forza. Le parole chiave sono: crescita, investimenti, stabilità, lavoro, coesione. L’azione politica, quella delle istituzioni, l’attivià delle imprese devono essere tutte protese al raggiungimento di questi obiettivi.
Il mondo assicurativo, su ognuno di questi aspetti, è in grado di fornire un contributo importante. Offrendo coperture contro i rischi cui sono esposte famiglie e imprese, il sistema assicurativo riduce infatti le vulnerabilità e rafforza il percorso di crescita dell’economia. Investendo con orizzonti di lungo termine, con- corre al finanziamento dell’economia reale e alla stabilità dei mercati finanziari. Integrando il ruolo del welfare pubblico ne favorisce l’equilibrio economico e la funzione sociale.
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