monday outlook | 12 8 ‘19

È Crisi di Governo. “La maggioranza non c’è più – ha sentenziato l’8 agosto il Ministro dell’Interno Salvini - si vada in Parlamento per certificarlo e poi subito al voto”. L’altra anima del Governo, Lugi Di Maio, si dichiara pronto ad andare alle elezioni ma chiede che prima si porti a compimento l’iter per il taglio di 345 posti da parlamentare, “basta una sola votazione” e, per realizzare ciò, fa appello a tutte le forze politiche.


Ma la risposta più dura al leader della Lega l’ha data il Primo Ministro Conte che ha convocato una conferenza stampa dove ha detto che non spetta al Ministro dell’Interno stabilire i tempi della crisi da lui stesso innescata e che ora, in veste di senatore dovrà venire in Aula e spiegare agli italiani le ragioni di questa crisi che, secondo quanto detto da Conte, è per capitalizzare il consenso ottenuto fin ora dal partito. E il Premier con orgoglio ha anche rivendicato che questo non è un “Governo dei no”, ma un Governo che ha lavorato duramente nelle sedi appropriate, non era in spiaggia!

Ma cosa accadrà adesso all’economia del nostro Paese, già da tempo a crescita zero? Qualunque sia la strada che prenderà questa crisi, è certo che si devono salvaguardare gli interessi nazionali e dei singoli cittadini. Ad oggi la questione più scottante è quella del previsto aumento dell’IVA che, a parole nessuno vuole, ma che nei fatti, i tempi della crisi stessa, potrebbero imporre al Paese. Così, a livello politico, già sono partite le accuse reciproche tra la Lega e M5S sulle responsabilità per l’eventuale aumento dell’Imposta. Sta di fatto che per com’è scritta l’ultima legge di Bilancio, senza contromisure l’aliquota ordinaria del 22% salirà al 25,2% e quella ridotta al 10% passerà al 13 per cento. L’aumento costerebbe alle famiglie italiane, in media, 541 euro in più.
In una nota Confcommercio fa appello a tutte le forze politiche affinché si rafforzi la consapevolezza della comune responsabilità delle scelte necessarie per mettere in sicurezza le prospettive della nostra economia, a partire dal blocco degli aumenti Iva e confida, in questo difficile momento, nella guida del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.


Pochi giorni prima di questi fatti, il 5 agosto, l'Istat, nella sua nota mensile, sottolineava che "l'indicatore anticipatore ha interrotto la tendenza alla flessione in atto dalla fine dello scorso anno, prospettando uno scenario di lieve miglioramento dei livelli produttivi". Evidenzia inoltre che il clima di fiducia dei consumatori ha registrato un marcato aumento, diffuso a tutte le componenti e che il recupero della fiducia ha coinvolto anche le imprese ad eccezione di quelle manifatturiere.
Per quanto riguarda gli scambi internazionali, come confermato anche nella nota Istat su Commercio con l’estero e prezzi all’import dei prodotti industriali, le prospettive rimangono negative. Siamo penalizzati dalle “guerre commerciali” e dal rallentamento di economie quali quella della Cina e della in particolare Germania, nostro importantissimo partner commerciale, la cui produzione industriale, su base annua si è ribassata del 5,2% mentre il suo export è calato dell’8%.

I dati più recenti e gli ultimi risultati delle indagini congiunturali indicano, scrive la BCE nel suo ultimo Bollettino Economico, una crescita in certa misura più debole nel secondo e terzo trimestre del 2019 per l'Eurozona. I rischi per le prospettive di crescita restano orientati verso il basso, per effetto delle prolungate incertezze connesse a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alla vulnerabilità ei mercati emergenti.

In questo panorama globale così difficile e preoccupante l’incertezza per politica, acuita improvvisamente dalla crisi di Governo, affonda i mercati finanziari e riporta in alto lo spread. L’agenzia di rating Fitch, intanto, ha confermato le tre “B” all’Italia con outlook negativo e a breve arriveranno i giudizi delle altre Agenzie di reating. Ma la questione oggi è davvero complessa. Il calendario delle scadenze prevede per il 27 settembre la presentazione in Parlamento dell'aggiornamento del Def, poi la presentazione della manovra a Bruxelles che dovrà a sua volta replicare entro il 30 novembre.

Comunque si sviluppino gli eventi dovrà prevalere il buon senso di tutti o le conseguenze per il Paese e per i cittadini saranno pesantissime.

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