Confindustria – Nota CSC - Libia: servono stabilità e sviluppo per un partner chiave dell’Italia

A partire dal 2011, la Libia sta attraversando periodi di forte instabilità che già in due circostanze sono degenerati in guerra civile: nel 2011 con la destituzione del Colonnello Gheddafi e nel 2019 con il tentativo del Generale Khalifa Haftar di destituire il Governo di Tripoli guidato da Fayez Mustafa al-Sarraj, Primo ministro libico riconosciuto dalla comunità internazionale.
La stabilizzazione della Libia è tra le priorità strategiche per il nostro Paese, perché si tratta di un partner chiave sia per la gestione dei flussi migratori verso l’Italia e l’Europa sia per l’approvvigionamento energetico. Il Centro Studi Confindustria stima che a partire dal 2011 per l’economia libica si siano prodotti 150-200 miliardi di euro di perdite in infrastrutture e capitale produttivo.
Per far ripartire in modo duraturo e sostenibile la Libia e il suo tessuto produttivo occorre dunque un piano di investimenti straordinari di almeno 150 miliardi in dieci anni, che nell’immediato restituisca slancio al settore petrolifero e nel medio periodo contribuisca alla diversificazione dell’economia. Al finanziamento degli investimenti parteciperebbero istituzioni internazionali, specialmente europee e statunitensi.
L’Italia attraverso le sue imprese di punta sia nel settore delle infrastrutture sia in quello degli impianti di trivellazione ed estrazione potrebbe giocare un ruolo chiave nel programma di rilancio dell’economia libica. Il CSC stima che le imprese italiane potrebbero prestare opere di ricostruzione per un ammontare di circa 30 miliardi in dieci anni.
Inoltre, utilizzando come benchmark paesi vicini sia geograficamente che per struttura dell’economia, in particolare altamente dipendenti dalle materie prime, e tenendo conto di fattori come reddito pro-capite e popolazione, il Centro Studi Confindustria stima che in Libia ci sarebbe in gioco un miliardo di euro all’anno in più di potenziale per le esportazioni di manufatti made in Italy.
Complessivamente, quindi, l’avvio di un programma di stabilizzazione in Libia porterebbe benefici alle imprese italiane stimabili in 4 miliardi l’anno per il prossimo decennio. Soprattutto, porterebbe vantaggi inestimabili per l’Italia, l’Europa e la comunità internazionale, derivanti da un maggiore controllo in un paese chiave nelle rotte dei flussi migratori e per l’approvvigionamento energetico.
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