Confindustria - Perché un commercio estero alla Farnesina può aiutare le imprese

Una politica estera che includa anche la politica economica potrebbe certamente avere un maggiore focus sul mondo industriale e una maggior vicinanza del Ministero degli Esteri ai temi economici potrebbe aumentare il peso dell’Italia negli organismi internazionali.

Così Licia Mattioli, Vice Presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione, in un’intervista a Formiche sul perché un commercio estero alla Farnesina potrebbe aiutare le imprese.

Si tratta di un passaggio non facile perché comporta spostamenti di uomini, mezzi e risorse che possono causare allungamenti in termini di tempo oltre ad essere molto delicato. L’importante è che non si blocchi tutto nel momento cruciale di passaggio.

Con il trasferimento delle deleghe per il commercio estero aumenterà poi il ruolo degli ambasciatori nella spinta all’internazionalizzazione. In questi ultimi anni gli ambasciatori hanno lavorato tantissimo per l’internazionalizzazione, facilitando molto gli affari delle imprese italiane in terra straniera.

Il messaggio secondo cui le ambasciate non si sono mai occupate di affari è stato ampiamente superato, negli ultimi anni gli ambasciatori e i loro uffici lo hanno fatto, sostenendo le aziende che volevano sbarcare all’estero.

In tutti i passaggi ci sono delle incertezze, che possono anche riguardare i rapporti tra gli stessi enti che, come in questo caso, si occupano di commercio estero. Rapporti che andranno inseriti sotto un altro cappello, quello della Farnesina. Dobbiamo quindi stare attenti affinché competenze importanti non vadano disperse.

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