monday outlook | 10 02 2020

Lo scenario internazionale di inizio 2020 resta caratterizzato da una debolezza congiunturale comune a tutte le principali economie e da un elevato e crescente livello di incertezza, scrive l’Istat nella consueta nota mensile sull’andamento dell’economia, che vede per l’Italia una modesta crescita del Pil attesa intorno allo 0,2%.
Questioni delle quali si è parlato anche al 26° Congresso Assiom Forex di Brescia dove erano presenti le maggiori autorità economiche del Paese e tra queste il Ministro dell’Economia Gualtieri e il Governatore di Banca d’Italia Visco che hanno tracciano le linee del quadro economico internazionale e italiano.
Gravano rilevanti rischi al ribasso, ha affermato il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco a cui possono contribuire le tensioni geopolitiche, la Brexit e le possibili ricadute dal coronavirus per il quale, è difficile stimare gli effetti sull’economia. Sugli effetti del contagio si è espresso sulla stessa stessa linea anche il ministro Gualtieri, che vede per l’Italia, dopo la battuta d'arresto del Pil nel quarto trimestre 2019 (-0,3%), visti alcuni indicatori, un recupero nel primo semestre 2020 al quale l'azione di governo intenderebbe concorrere.

Tirando le somme si può dire che la parola chiave è “incertezza” e come ha detto Christine Lagarde, Governatore della BCE, durante il discorso in occasione del Grand Prix de l'Economie 2019 di Les Echos, “il mondo sta cambiando in modi che sfidano le certezze del passato. È un ambiente mutevole per le imprese e per le politiche. Ma possiamo padroneggiarlo”. La sfida sembra quindi, e sempre più, quella di prevenire ciò che sembra imprevedibile, quella di avere soluzioni alternative, sia da parte dei governi che delle imprese, a ciò che di difficile il futuro potrebbe presentarci. Suggerisce Lagarde che bisogna “andare avanti in settori che sono vitali per noi, come la sostenibilità ambientale. … prendere provvedimenti per ridurre le nostre vulnerabilità comuni e aumentare la nostra autonomia. … lavorare insieme - come responsabili politici, come imprese ed europei”.

Due importanti ricerche sul territorio sono state presentate il 6 e il 7 febbraio. È emerso dalla presentazione dell’Osservatorio Congiunturale di Confcommercio Valle d’Aosta, realizzato con Format Research, che si prevede un calo economico nei primi sei mesi del 2020. I più pessimisti sono i piccoli negozianti, i più ottimisti i titolari di imprese del turismo.
Anche l’Osservatorio Confcommercio sulle imprese del terziario di Torino e provincia a cura di Ascom Confcommercio Torino in collaborazione con Format Research, mostra dati che riflettono il momento delicato dove il terziario è il settore più in difficoltà nella provincia di Torino: nell’arco del 2019, sono nate 2.979 imprese dell’industria e 6.060 imprese del terziario, a fronte della cessazione di 4.517 imprese dell’industria e di 9.244 imprese del terziario. Il saldo è negativo per entrambi i comparti: -1.538 per l’industria, -3.184 per il terziario. Continua a pesare fortemente il dato del commercio, che ha visto andare in fumo quasi 2 mila imprese negli ultimi dodici mesi.

 

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