26/7/2012 00:00:00

Nell’ambito dell’Osservatorio Permanente Congiunturale del Terziario, un’iniziativa posta in essere dalla Federservizi e dalla Confcommercio Trieste, e realizzata in collaborazione con Format Research, una particolare attenzione è stata riservata al comparto dei servizi, alle imprese ed alle persone, segmento che conta circa 4800 aziende (tra trasporti, comunicazioni ed altre tipologie di servizi), rappresentando il 28% dell’intero settore terziario. In questo settore i dati parlano di un lieve miglioramento del sentiment degli imprenditori circa l’andamento dell’economia italiana, di un peggioramento della percezione in merito alle prospettive della propria azienda, anche in riferimento al periodo estivo, di un rialzo dell’andamento dei ricavi e dell’ occupazione, di prezzi praticati dai fornitori in discesa e di un aumento dei ritardi dei pagamenti e delle difficoltà nel far fronte al fabbisogno finanziario aziendale.
Il focus ha analizzato diverse voci di particolare interesse inerenti le imprese, a cominciare dal clima di fiducia.
A questo riguardo, nel secondo trimestre 2012, pur in un quadro fortemente negativo, si è assistito ad un lieve miglioramento, fra i titolari di unità produttive, in riferimento ai pareri sull’andamento dell’economia italiana (saldo pari a -44,4 contro il precedente -58,3), con il trend destinato a non subire sensibili variazioni nel corso dell’estate.
Per quanto concerne le dinamiche delle proprie aziende la situazione sempre nel secondo trimestre e in un raffronto congiunturale, è peggiorata (saldo di giugno -26,1 a fronte del -23,3 di marzo), con un certo aumento della preoccupazione in vista dell’estate.
Sul fronte dell’andamento dei ricavi, il contesto è apparso migliorato, anche se in uno scenario comunque negativo (saldo -27,1 contro il precedente -30,8), al pari di quello inerente l’occupazione, presso appunto le imprese dei servizi, (saldo a-2,7 rispetto al -8,6 precedente). In base all’indagine, sono attese note positive anche nel prossimo trimestre.
L’Osservatorio ha evidenziato note confortanti relativamente ai prezzi praticati dai fornitori (19,0 a fronte del 50,2 del trimestre precedente).
In incremento, invece, i ritardi dei pagamenti alle imprese (saldo a giugno pari al 53,4 contro 48,4 di fine marzo).
Lo stesso credito costituisce uno degli elementi cardine dell’Osservatorio.
Nel secondo trimestre 2012, è peggiorata la capacità delle aziende di far fronte al proprio fabbisogno finanziario (-25,3 a fronte del precedente -22,4), con oltre la metà delle aziende interpellate (56,6%) che è comunque riuscita a fronteggiare impegni ed adempimenti ma con notevoli difficoltà.
E’ aumentata inoltre la percentuale di aziende che si è rivolta alle banche (dal 14,6% si è passati al 16,8%).
A questo proposito, il 41,4% delle stesse ha ottenuto importi pari o superiori a quelli richiesti, il 21,7% si è visto dare soddisfazione parziale (importo inferiore), il 22,7% ha visto respinta la domanda, mentre il 6%, attendeva ancora un responso.
Sul versante dell’offerta di credito, pur in un contesto negativo, è migliorato il costo del credito medesimo (tasso di interesse), passato al -30,8 dal 44,5 registrato a marzo mentre, note negative hanno accompagnato le cosiddette altre condizioni applicate ai finanziamenti (-30,9 contro il -17,6 precedente).
In lieve flessione anche l’indicatore relativo alla durata del credito (-45,5 contro il precedente -41,4) e quello inerente la situazione delle garanzie richieste agli imprenditori a copertura dei finanziamenti concessi (-36,1 contro il -32,5 di marzo).
Percezione stabile, da ultimo, circa il costo dei servizi bancari (-27,7 a fronte del -26,0 di poco più di tre mesi or sono).
Per quanto concerne gli acquisti, il 29,5% delle aziende utilizza il web per rifornirsi di prodotti e servizi, comperati da fornitori prevalentemente italiani (51,2%), solo del nostro Paese (44,7%), in gran parte di altri Paesi (2,4%) e solo da altri Paesi (1,7%).
In merito al clima di fiducia, a Trieste, si è assistito fra gli operatori ad un leggero miglioramento congiunturale, sia pure in un contesto piuttosto negativo, sul fronte dell’andamento dell’economia del nostro Paese (-50,3 a giugno fronte del -59,6 di marzo) mentre un peggioramento ha accompagnato la percezione sul trend delle proprie imprese (dal -32,4 di marzo si è passati al -34,7 di giugno).
Tale trend verrà ribadito, secondo il monitoraggio, anche dai mesi estivi.
In discesa anche le dinamiche dei ricavi (-33,1 a giugno contro il -24,0 dei primi tre mesi del 2012) mentre un sentiment sicuramente più positivo ha riguardato i pareri sull’occupazione nel settore, con un saldo congiunturale che ha riscontrato un deciso balzo in avanti (dal -12,3 si è passati al -3,6), con le previsioni in tal senso improntate ad una certa stabilità.
Minori criticità sono state riscontrate anche circa i prezzi praticati dai fornitori, avvertiti in marcata discesa (dal 48,5 si è passati al 32,2) mentre da “bollino rosso” l’impasse che ha caratterizzato i ritardi nei pagamenti (dal 39,7 di inizio primavera si è passati al 52,0 di inizio estate).
Particolare attenzione l’Osservatorio la dedica al fabbisogno finanziario e al credito, due voci strettamente correlate e fonti delle criticità maggiori per il tessuto produttivo del settore.
Per quanto concerne la prima, il peggioramento, sempre in termini congiunturali, è stato piuttosto accentuato (da -21,6 si è passati a -28,8), con le imprese che sono riuscite a soddisfare tale necessità in buona parte (54,1%) a prezzo di una certo sforzo e tra difficoltà varie. Sul versante del credito, è cresciuto il numero di aziende (dal 16,2% al 20,1) che si è rivolto alle banche per ottenere credito.
Tra queste, il 38,3% ha ottenuto risorse pari o superiori a quanto richiesto, il 6,4% si è visto assegnare somme inferiori rispetto a quelle preventivate, il 25,4% si è visto rigettato del tutto la domanda. Infine, al momento del completamento dello studio, il 14,7% era ancora in attesa di conoscere gli esiti delle domande.
Nei mesi estivi, infine, alle banche si rivolgerà il 15,3% degli operatori interpellati. Per quanto riguarda l’offerta di credito, questa è stata analizzata esclusivamente presso quelle unità produttive che già dispongono di un finanziamento o di un fido con le banche. Si è assistito ad un miglioramento sia sul costo del credito/tasso di interesse (-33,3 contro il -41,0), sia sulle cosiddette “altre condizioni” applicate ai finanziamenti (dal -45,0 si è passati al -34,6). In peggioramento, invece, gli indicatori inerenti la durata del credito(da -39,3 a -40,8) e le garanzie richieste ( da -33,8 a -38,8). Valutazioni positive, da ultimo, sul costo dei servizi bancari, percepiti in discesa.
 

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