16/10/2012 00:00:00

Secondo l’Istat ad agosto, al netto degli effetti stagionali, si rilevano aumenti rispetto al mese precedente sia per le importazioni (+4,4%) sia per le esportazioni (+3,9%). L’aumento dell’export è più sostenuto per le vendite verso i paesi Ue (+4,7%) rispetto ai paesi extra Ue (+2,9%). Particolarmente rilevante è l’incremento delle vendite di prodotti energetici (+8,8%) e di beni di consumo durevoli (+6,7%). La crescita delle importazioni coinvolge entrambe le aree di interscambio: +4,9% per i paesi extra Ue e +3,9% per i paesi Ue. Incrementi significativi si registrano per prodotti energetici (+9,3%), beni di consumo durevoli (+5,7%) e prodotti intermedi (+4,6%). Ad agosto l’aumento tendenziale del valore delle esportazioni (+8,4%) deriva da incrementi sia dei valori medi unitari (+5,3%), sia, in misura più contenuta, dei volumi (+2,8%). La riduzione tendenziale del valore delle importazioni (-1,1%) è determinata da una significativa flessione dei volumi (-6,1%), mentre i valori medi unitari registrano un rilevante incremento (+5,5%). Il saldo commerciale di agosto, pari a -598 milioni, è la risultante di un disavanzo con i paesi dell’area extra Ue (-1,0 miliardi) e un avanzo con i paesi Ue (+0,4 miliardi). Nei primi otto mesi dell’anno, il saldo commerciale, sostenuto dal forte avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (+47,1 miliardi), risulta positivo per 3,8 miliardi. L’attivo di beni strumentali contribuisce per quasi il 70% al surplus registrato per i prodotti diversi dall’energia. Rispetto ad agosto 2011, i mercati più dinamici all’export sono: Turchia (+51,0%), paesi ASEAN (+37,2%) e paesi OPEC (+29,6%). Risultano in crescita sostenuta le vendite di prodotti petroliferi raffinati (+17,6%), articoli sportivi, preziosi e strumenti medici (+15,7%) e mobili (+14,6%). Marcata è la flessione delle importazioni dai paesi Mercosur (-33,2%) e dal Giappone (-29,5%) mentre sono in forte crescita gli acquisti dalla Russia (+36,8%). Gli acquisti di autoveicoli (-35,8%) registrano una significativa contrazione.  L’incremento delle vendite di prodotti petroliferi raffinati verso paesi OPEC e Turchia contribuisce per un punto percentuale all’aumento tendenziale dell’export.

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