6/3/2013 00:00:00

Il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, lancia l’allarme: troppe tasse sul lavoro e imprese, e chiede un riequilibrio del carico fiscale sui contribuenti. E’ necessario prevedere che, almeno nel medio periodo, si debba puntare a una redistribuzione del carico tributario tra categorie e settori economici. Giampaolino ha spiegato che nel confronto europeo l’anomalia, che anche la Corte ha avuto modo di segnalare, è tra il forte prelievo su lavoro e imprese e il più limitato onere sul patrimonio e i consumi. I recenti andamenti del prodotto nazionale – ha sottolineato Giampaolino – mettono in luce la necessità non più differibile di un approccio innovativo e non convenzionale nelle politiche di riequilibrio della finanza pubblica, nella consapevolezza delle difficoltà che ancora dovremo affrontare per garantire il raggiungimento degli equilibri che ci siamo impegnati a conseguire.
Dal lato delle entrate – ha proseguito – appaiono oggi improponibili ulteriori aumenti impositivi e quindi anche preclusa la possibilità di rispondere a ulteriori emergenze con misure di aggravio fiscale. Per poter prefigurare una ripresa della crescita è addirittura azzardato ipotizzare una stabilizzazione strutturale dei livelli di prelievo raggiunti. È necessario quindi affrontare un disegno di revisione della spesa pubblica che, già oggi efficace nel limitare le dinamiche di breve periodo, sia ripensato in funzione di un obiettivo di più lungo periodo, che non può non investire la questione della misura complessiva dell’intervento pubblico nell’economia.  L’azione di riequilibrio dei conti pubblici oltre a essere espressione di un solenne impegno europeo, costituisce non solo una precondizione perché l’Italia possa riprendere il cammino della crescita economica, ma è essa stessa un fattore di crescita. Secondo Giampaolino bisognerebbe destinare il “tesoretto” derivante dalla lotta all’evasione al taglio delle tasse. È necessario un impegno concreto per destinare alla riduzione delle tasse il “tesoretto” derivante dalla lotta all’evasione fiscale. Serve una ridefinizione delle regole di alimentazione e di impiego del Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale, conferendo attualità e concretezza alla redistribuzione del ‘dividendo’ recuperato; magari nel quadro di una sorta di patto sociale in grado di allargare il consenso intorno all’azione di contrasto dell’evasione. È nostra convinzione – ha affermato il presidente della magistratura contabile nel corso di un convegno – che se la crisi che stiamo vivendo è anche espressione delle ‘aspettative’, ossia delle incertezze sul futuro che frenano progettualità e operatività delle famiglie e delle imprese, allora il fisco può fare molto: non solo con misure a impatto immediato ma anche prefigurando un percorso chiaro e trasparente in cui trovi adeguata collocazione l’impegno alla restituzione del ‘tesoretto’ sottratto all’evasione. Il presidente della Corte dei Conti ha poi chiesto di evitare condoni e differenze di trattamento tra i contribuenti.

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