25/3/2013 00:00:00

Il quadro politico italiano minaccia la ripresa. È il secco allarme lanciato dalla Banca d’Italia, che conferma anche il dissesto economico figlio di cinque anni di crisi (con un Pil crollato del 7% e con 600mila posti di lavoro cancellati), e dal Fondo monetario internazionale, che si spinge anche a ipotizzare rischi per la ripresa globale derivanti dal terremoto elettorale del 24-25 febbraio. La ripresa, pur moderata, prevista per la parte finale dell’anno, è minacciata dalla imprevedibilità del quadro politico interno e dal riemergere di turbolenze finanziarie nell’area euro, che potrebbero incidere sulla fiducia degli operatori e sull’attività d’investimento, ha avvertito il vicedirettore di Via Nazionale, Fabio Panetta, nel corso di un convegno a Perugia. Nelle ultime settimane sono riaffiorate le incertezze circa l’evoluzione dell’economia italiana. Per sostenere la ripresa, e perché questa sia duratura, sarà quindi necessario ”un adeguato sostegno finanziario”, che le banche dovranno assicurare imponendosi una sostanziale metamorfosi, favorendo il ricorso diretto delle imprese al mercato dei capitali e spostando in maniera più decisa, mediante l’utilizzo della tecnologia, l’attività dai canali distributivi tradizionali a quelli più avanzati, conseguendo una decisa riduzione dei costi operativi (fino a -30% nel medio termine). La crescita globale per quest’anno è stata rivista leggermente al ribasso (-0,1 punti percentuali rispetto alle stime ufficiali di gennaio) e si attesterà al 3,4% per risalire al 4% nel 2014.

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