4/6/2013 00:00:00

Le recenti dichiarazioni del premier cinese Li Keqiang escludono che la risposta di Pechino alla recente frenata della congiuntura cinese possa prendere la forma di un piano di stimolo paragonabile agli imponenti piani di investimento pubblico che tanto hanno contribuito a distorcere la qualità della crescita della Cina negli ultimi anni.
La rigidità dell’approccio alla programmazione economica cinese anticipa la transizione verso una fase di lento aggiustamento degli squilibri maturati durante il periodo di ascesa delle economie asiatiche. Le conseguenze sui prezzi delle commodity iniziano già ad avvertirsi, con cali diffusi a tutti i comparti. La flessione vicina al 10% maturata dai prezzi del rame tra gennaio e maggio può essere vista come un termometro della debole congiuntura dello scenario dei consumi globali di materie prime industriali. Il rallentamento della cina si è fatto sentire anche sul fronte dell’energia: la crescita della domanda petrolifera cinese in aprile è risultata di 3 punti inferiore rispetto alla media dell’ultimo biennio.
 

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