23/7/2013 00:00:00

Dopo il debole recupero di aprile, i dati relativi all’andamento del fatturato dell’industria nel mese di maggio confermano timidi segnali di ripresa, conseguenti allo stabilizzarsi delle vendite sul mercato interno e a un’evoluzione delle vendite estere che, nonostante la maggiore incertezza sulla solidità della ripresa internazionale, mostra una nuova accelerazione. Circoscrivendo l’analisi ai settori monitorati da Prometeia all’interno del Rapporto Analisi dei Settori Industriali, si evidenzia tuttavia come i dati di maggio non dissolvano i dubbi sulla capacità del nostro manifatturiero di recuperare in tempi brevi le perdite accusate nella prima parte dell’anno. I dati tendenziali di maggio 2013 vedono l’indice di fatturato collocarsi su livelli ancora nettamente inferiori a quelli di maggio 2012 per tutti i settori, eccezion fatta per farmaceutica, alimentare (sia pure marginalmente), elettrodomestici e meccanica; dato che consente comunque solo ai primi due comparti – strutturalmente meno sensibili alle oscillazioni del ciclo economico – di ampliare il proprio divario positivo rispetto ai livelli pre crisi. Il fatturato nazionale è risultato in aumento, nel dato tendenziale di maggio, solo per gli elettrodomestici – settore fortemente condizionato, negli ultimi anni, da politiche di ristrutturazione dell’industria nazionale intrecciatesi con una profonda crisi di domanda, sia sul mercato italiano che in tutta l’area europea – dato probabilmente sostenuto dalle politiche di ristoccaggio delle catene distributive. Sul fronte del fatturato estero i settori più dinamici sono risultati la farmaceutica, gli automobili e motocicli, l’alimentare, l’elettrotecnica e la meccanica, oltre a quelli legati all’attività edilizia e residenziale – elettrodomestici, mobili e prodotti e materiali da costruzioni – e al sistema moda. In ripiegamento, scontando anche prezzi delle commodity in rientro, il fatturato estero dei settori produttori di beni intermedi, oltreché dell’elettronica e del largo consumo (settore che mostra tuttavia una forte erraticità nella rilevazione). Il quadro descritto evidenzia pertanto come i segnali di ripresa si confermino deboli e non ancora diffusi. La possibilità del nostro manifatturiero di avviarsi su un sentiero di solido recupero restano pertanto affidate sia a una più solida ripresa delle esportazioni che, soprattutto al ristabilizzarsi di condizioni meno penalizzanti sul fronte della domanda interna. Se, sul fronte delle esportazioni, i dati più recenti mettono in luce la capacità delle imprese nazionali di riuscire a sfruttare meglio che in passato le opportunità provenienti dai paesi extra europei, la situazione sul fronte interno appare tuttora molto fragile in una fase, quale l’attuale, nella quale i vincoli di reddito si vengono a sommare alle forti incertezze del quadro politico economico, condizionando fortemente le decisioni di spesa di famiglie e imprese.

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