26/7/2013 00:00:00

Secondo la ricerca dell’Ufficio Studi Confcommercio tra il 2000 e il 2013 la pressione fiscale italiana è cresciuta di 2,7 punti percentuali; peggio di noi hanno fatto soltanto Cipro, Malta e Portogallo, paesi che oltre a essere ai confini con lo status di paradiso fiscale partono da carichi tributari da 10 punti in su meno gravosi del nostro. In altre parole, l’Italia è, tra i grandi paesi, quello che ha accresciuto di più la pressione fiscale in assoluto. Inoltre, è l’unico paese che ha accresciuto la pressione fiscale sia durante periodi di sviluppo (2000-2007) sia durante la grande crisi. In nessun altro caso si è verificato un fenomeno simile, se si eccettua il Giappone che parte però da un livello di pressione fiscale non comparabile con il nostro. In Italia la frazione di Pil dovuta al sommerso economico era pari nel 2008 al 17,5% del Pil. Le stime fino al 2013 confermano che, nell’ottica di medio periodo, la frazione di economia sommersa si è ridotta fino alla metà degli anni 2000 per poi stabilizzarsi: oggi dovrebbe collocarsi attorno al 17,4% del Pil.
La pressione fiscale reale raggiunge il 54%, nel biennio 2012-2013 si avvicina ai massimi di sempre (1997). Le condizioni economiche, tuttavia, sono molto differenti, rispetto ad allora. Oggi l’economia italiana è particolarmente debilitata e, in più, non c’è un disegno, almeno in teoria, che giustifichi, come 15 anni fa, uno sforzo straordinario. Ogni volta che il paese ha avuto bisogno di rimettere in ordine i propri conti pubblici, l’unica strategia adottata è stata costantemente quella dell’incremento della pressione fiscale legale che si impenna, appunto, in concomitanza del 1993, per il rischio default, del 1997, per la partecipazione piena e immediata al sistema dell’euro, e del 2012, ancora per il rischio default. Con la lira o con l’euro, certi fenomeni si ripetono uguali a distanza di anni. Il che dovrebbe fare riflettere sulla necessità e l’urgenza di cambiare rotta nell’orientamento delle politiche, se non addirittura nella struttura dello Stato e dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione.

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Rapporto fiscalità ed economia sommersa
 

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