27/7/2013 00:00:00

Dalla ricerca relativa al secondo trimestre del 2013 sulle imprese del terziario della provincia di Pordenone realizzata da Confcommercio Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Format Ricerche emerge che è in peggioramento il clima di fiducia delle imprese del terziario della provincia di Pordenone. La situazione non accenna a migliorare in vista dei mesi di luglio, agosto e settembre. In flessione anche il clima di fiducia con riferimento all’andamento della propria attività. La situazione non cambierà nemmeno in occasione dei mesi estivi. Peggiorano i ricavi nel secondo trimestre 2013 e si fa sempre più preoccupante la situazione dell’occupazione. In lieve miglioramento il rapporto tra gli imprenditori ed i propri fornitori con riferimento ai prezzi praticati da questi ultimi. Nonostante l’accenno di ripresa dell’indicatore riguardante i tempi di pagamento dei clienti a livello nazionale, la situazione nella provincia di Pordenone appare ancora in leggera controtendenza. Peggiora la capacità delle imprese del terziario della provincia di Pordenone di fare fronte ai propri impegni finanziari e si abbassa la percentuale di quelle che nel secondo trimestre del 2013 hanno fatto domanda di credito (22,0%). Diminuisce la percentuale di coloro che ottengono il credito con un ammontare pari o superiore rispetto alla richiesta: sono stati il 38,0% contro il precedente 44,6% (area di stabilità). Contemporaneamente aumenta la percentuale delle imprese che si sono viste accordare un credito inferiore rispetto a quello richiesto e delle imprese che non se lo sono viste accordare affatto: sono state il 39,9% contro il precedente 37,8% (area di irrigidimento). In generale si assiste ad un aumento dei tassi di interesse imposti dalle banche e ad un peggioramento del giudizio degli imprenditori circa la situazione relativa alle cosiddette “altre condizioni” applicate ai finanziamenti, alla “durata del credito”, alle garanzie richieste dalle banche alle imprese del terziario a garanzia dei finanziamenti concessi. Tutto ciò si traduce in un generalizzato peggioramento dei giudizi circa la situazione relativa ai costi dei servizi bancari nel loro complesso.

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