26/8/2013 00:00:00

Sono pochi gli italiani che hanno potuto godere serenamente dell’estate ed anzi la maggior parte di loro non si è spostata da casa. Il peso del periodo non favorevole è ancora grave e si fa sentire anche nelle ultime settimane di agosto.
Le sofferenze finanziare delle imprese scottano più del solleone e il Pil continua a dare segni negativi. Qualche segnale positivo pare invece arrivare dai dati sull’import-export e dalla stabilità dell’inflazione. Meno incoraggianti invece i numeri sul lavoro, specie per quanto riguarda i giovani che difficilmente riescono a diventare classe dirigente. L’ “Azienda Italia” è un “paese per vecchi”?
L’Osservatorio sul credito per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, realizzato da Confcommercio-Imprese per l’Italia, in collaborazione con Format Research, evidenzia quanto sia ancora difficile la situazione delle imprese italiane che non riescono a far fronte al proprio bisogno finanziario e sono sempre meno le imprese che si vedono accogliere le richieste di finanziamento dalle banche. Quelle che hanno visto accolta la propria richiesta di finanziamento sono passate dal 29,6%d del primo trimestre dell’anno al 26,9%. È la percentuale più bassa dal 2009 ad oggi.
Questi dati, sintomo di un’economia che arranca, trovano conforto in quelli Bankitalia i cui analisti annotano che i prestiti al settore privato si sono ridotti del 2,4% su base annua, i prestiti alle famiglie si sono ridotti dello 0,9% su base annua, i prestiti alle società non finanziarie sono diminuiti su base annua del 3,6%.
Per l’ottavo trimestre consecutivo, e nel secondo del 2013, il Pil italiano continua a calare, anche se ad un ritmo più lento: lo 0,2% invece dello 0,6% del periodo di riferimento precedente. È quanto riportato dall’osservatorio Ocse.
Sono il 45,1%, pari a circa 27 milioni di persone tra maggiorenni e minorenni, (rispetto al 44,7% dell’estate 2012, per una crescita dello 0,9%) gli italiani che hanno già fatto o si apprestano a fare vacanze tra giugno e settembre, ma come nel 2012 oltre 30 milioni di italiani sono rimasti o rimarranno a casa questa estate. Fonte Federalberghi.
Sul fronte dei prezzi l’Istat registra un +0,1% su base mensile e su base annua la stima rimane stabile a 1,2%. Questi dati sono il risultato dei rallentamenti delle dinamiche tendenziali di tutti i prezzi di tutte le tipologie di servizi ai quali si contrappone la crescita dei prezzi delle tipologie dei beni energetici non regolamentati. In sostanza un’inflazione stabile alla quale possiamo aggiungere i dati, sempre Istat, sull’import-export che, rispetto al mese precedente, a giugno ha registrato un +1,3% per export e un +1,6% di import. A giugno 2013 il saldo commerciale è pari a +3,6 miliardi, più ampio di quello conseguito a giugno 2012 (+2,8 miliardi).
Sul fronte lavoro i dati Unioncamere, indagine Excelsior Ministero del Lavoro, parlano di 120mila assunzioni di under 30. Confrontando con il 2012 il complesso delle assunzioni registra un calo di meno 2,7%. Si allarga invece la platea dei posti di lavoro per i quali le imprese non indicano il requisito prioritario dell’età.
Interessanti poi numeri, sempre fonte Unioncamere ma su dati Istat, per i quali in Italia i manager sotto i 30 anni di età sono delle vere e proprie rarità, intorno al 2,3% (poco più di 35000) del totale di manager, quadri e dirigenti. Si annota inoltre che questi numeri sono in calo rispetto al 2,5% del 2009 e se vogliamo trovare un dato migliore, ma solo di poco, dobbiamo guardate la specificità delle aziende del Nord dove ci si attesta al 2,6%. Dati, questi, che appaiono come una vera anomalia, specie se confrontati con i numeri dei paesi anglosassoni.
 

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