25/9/2013 00:00:00

Un’estate di “recupero” per il turismo italiano, che sembra premiare destinazioni meno abituali per le settimane del solleone (lago e città d’arte soprattutto). Vanno bene poi gli hotel di alta qualità (attenti a non alzare i prezzi), insieme ai residence e ai villaggi. Tra le aree del Paese, il Nord Est e il Centro battono tutte le altre, Mezzogiorno (con il suo mare) incluso. Questo il bilancio che emerge dalla lettura dei dati di consuntivo sulle strutture del ricettivo, realizzato dall’Osservatorio nazionale del Turismo di Unioncamere. Fa piacere, comunque, segnalare un recupero per gli operatori del ricettivo dopo un 2012 davvero difficile: +2,2% a luglio rispetto all’anno precedente (con un’occupazione media delle camere del 64,4%) e +3,3% ad agosto (quando gli operatori hanno registrato il 74% di camere occupate).
“Questa estate le nostre imprese hanno finalmente visto i primi ritorni sugli investimenti effettuati in questo lungo periodo di crisi” afferma il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Certo, non possiamo ancora parlare di ripresa, soprattutto in termini economici. Il nostro sistema di offerta, che continua a proporsi all’estero con la qualità e l’unicità dell’ospitalità italiana, registra, infatti, una risposta positiva da parte dei mercati stranieri. In Italia poi la contrazione dei consumi per la vacanza si sta arrestando, forse anche grazie alla prospettiva di una minore tassazione sui beni primari come la casa.”
L’incremento è stato analogo sia negli hotel (63,8% di occupazione a luglio pari al +2,3% rispetto all’anno precedente ed il 72,3%, pari al +3,6% ad agosto) sia nell’extralberghiero (65,2% a luglio, con un aumento del +2,2% rispetto al 2012, ed il 75,9% ad agosto, pari al +3,1%). La stagione però si arresta a settembre, con il 36,5% di camere occupate ed un calo delle vendite del -1,2% sulle quali incide l’andamento del settore alberghiero (-1,8% con il 40,7% di occupazione, contro il 31,6% del complementare). In continuità con la tendenza degli ultimi anni, sono gli hotel di categoria alta a registrare i migliori risultati, occupando in estate oltre 7 camere su 10. Questo anche grazie alle politiche di pricing adottate che indicano un contenimento delle tariffe per gli hotel a 4 e 5 stelle (-0,2% nel III trimestre), a fronte di un rialzo dei prezzi soprattutto negli 1 e 2 stelle (+4,1%). A distinguersi dalla media in tutto il periodo sono le imprese ricettive del Nord Est, che occupano il 71,1% delle disponibilità a luglio (+4,5%), il 78,6% ad agosto (+4%) e il 38,9% a settembre (-3,5%). Buone anche le performance delle imprese ricettive del Centro che, con un’occupazione camere in linea con la media generale, recuperano rispetto al 2012 soprattutto nel mese di settembre (37,9%, +6,5%). Le imprese ricettive del Nord Ovest confermano sostanzialmente i risultati registrati la scorsa estate, con il segno meno solo a luglio (-1,4%). Stagione meno brillante, invece, per le imprese del Sud e Isole che, dopo una lieve flessione in luglio (-0,5%) e una ripresa (comunque inferiore alla media) in agosto (+2,0%), registrano un calo sensibile rispetto al 2012 in settembre (-6,9%).
Tra le aree prodotto, il lago ottiene il gradimento maggiore nei mesi estivi rispetto alle proprie disponibilità di alloggio: 83,5% le camere vendute in luglio e 87,2% quelle d’agosto, con tassi di crescita davvero sensibili rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente (+9,3% a luglio, +12,9% ad agosto). Al mare, dove le imprese vedono un recupero più moderato (+2,7% a luglio, +3,2% ad agosto), luglio vede occupate il 68,7% delle camere, mentre si registra l’80,5% ad agosto. In discreta crescita anche le città d’arte italiane, che realizzano a luglio il 63,4% (+2,5%), ad agosto il 68,3% (+4,2%) e prolungano la stagione estiva fino a settembre, occupando il 47,7% delle camere (+7%). Le aree di campagna del turismo verde confermano i risultati a luglio (54,2%, -0,6% rispetto al 2012) e settembre (32,4%, -0,3%), mentre nel mese di agosto, con il 64,4% di camere occupate, recuperano del +2,6%. Nelle località termali, dove l’occupazione camere si attesta al 52,8% a luglio (-0,4%) e solo al 63,2% ad agosto (-4,1%), si recupera sullo scorso anno solo nel mese di settembre (42,1%, +3,9%).
In calo, invece, i tassi di occupazione della montagna: 55% a luglio (-3,2%), 67,9% ad agosto (-4,2%), 28,1% a settembre (-1,9%).
Situazione che complessivamente si riflette anche tra le tipologie ricettive, con un calo sostanzialmente concentrato nei rifugi alpini (-9,9,% a luglio, -5,4% ad agosto, -7,2% a settembre) mentre si confermano tra le imprese extralberghiere i risultati positivi dei villaggi turistici (+14,3% a luglio, +12,5% ad agosto, +8,4% anche a settembre).
Torna la massima concentrazione dei flussi estivi nella settimana centrale di agosto: 81,8% (+6,9%) la media con l’extralberghiero che registra l’82,9% (+5,9%) e gli hotel a quota 80,8% (+7,8%). Tra le aree prodotto, il lago sfiora la massima occupazione (93,3%, +13,1%) ed il mare recupera un 89,5% (+6,4%). I villaggi turistici vendono il 93,2% della disponibilità (+9,3%) e i campeggi l’87,7% (+4,8%). Tra gli hotel, i 5 stelle registrano l’83,9% (+4,8%) ma sono i residence a mostrare i migliori risultati (89,1%, +11,5%).
Bene nel nord est, dove il tasso medio di occupazione raggiunge l’85,3% (+7,3%) e nelle località del centro (82,1%, +7,4%).
 

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