20/10/2013 00:00:00

Presentato l’Outlook Italia Confcommercio-Censis su clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane nel secondo semestre 2013: Una famiglia italiana su cinque non riesce a far fronte alle spese con il proprio reddito. Il dato, riferito a inizio ottobre e nettamente peggiore rispetto a quanto fatto segnare a marzo (11,3% contro, appunto, 19%), risulta dalle rilevazioni effettuate dal Censis nell’ambito dell’Outlook Italia Confcommercio-Censis su clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane nel secondo semestre 2013. Dallo studio (vedi allegati, ndr), presentato a Roma nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la sede confederale, emerge anche che quasi il 50% delle famiglie prevede di tagliare i consumi per affrontare la crisi, mentre una su quattro ha difficoltà a pagare tasse e tributi e oltre il 72% non riesce ad affrontare spese impreviste. Insomma, buio su tutta la linea. Basti pensare che è quasi raddoppiato il numero di famiglie che per coprire le spese si sono rivolte alle banche per un prestito (11,5% contro il 6% di marzo scorso), mentre più di una su tre ha dovuto posticipare alcuni pagamenti. E il futuro non sembra promettere nulla di buono, almeno vista dagli occhi delle famiglie stesse. E’ in crescita, infatti, il senso di sfiducia e smarrimento: rispetto a un anno fa gli ottimisti sono scesi dal 37% al 30%, mentre gli incerti sono raddoppiati, passando dal 16% al 33%. Di fronte a tutto ciò, il primo intervento che il governo dovrebbe attuare, per il 55% delle famiglie, sono misure contro la disoccupazione, seguito nelle preferenze dalla riduzione delle tasse (per il 42,3%). I consumi sono fermi, insomma, e la capacità di spesa è peggiorata per gran parte delle famiglie. per di puù, con poca fiducia nelle possibilità di miglioramento del quadro economico generale. Tutto ciò, emerge dall’Outlook, non consente ancora di immaginare che la ripresa sia effettivamente vicina.
“La fiducia, che da maggio alla prima parte di settembre, ha rilevato l’Istat sembra ora ricominciare a sgretolarsi – ha dichiarato Mariano Bella, direttore del Centro studi -. Non è pensabile poi che le persone decidano di investire di più semplicemente grazie agli annunci o a complicati provvedimenti legislativi. C’è bisogno di provvedimenti importanti, di un taglio di spesa pubblica consistente che si traduca in una riduzione delle imposte”.

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Nota Outlook Italia

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