28/11/2013 00:00:00

Aumentano mediamente dello 0,6% i prezzi al consumo dei prodotti alimentari non lavorati, a novembre rispetto a ottobre, ma pesano i fattori di natura stagionale. Lo rileva Confagricoltura analizzando i dati provvisori dell’Istat sull’inflazione a novembre. In particolare, proprio per il cambio dei prodotti sui banchi e per l’arrivo delle primizie sul mercato, sono aumentati i prezzi della verdura (+2% rispetto al mese precedente), però su base annua i prezzi sono diminuiti del 4,4%; analoga situazione per la frutta, che aumenta dell’1,6%, ma segna una flessione a livello tendenziale dell’1,3%. In evidenza anche il calo delle quotazioni del pesce di allevamento (-0,2% a livello congiunturale, -0,4% a livello tendenziale).
A monte c’è la flessione delle quotazioni all’origine che stanno sopportando i prodotti delle campagne. Ad ottobre, rispetto a un anno fa, secondo i dati Ismea, si è avuta – osserva Confagricoltura – una diminuzione del 4%.
Le imprese agricole continuano a fronteggiare – conclude Confagricoltura – una situazione estremamente difficile, con cali di redditività critici per la tenuta del sistema e con ripercussioni anche sull’occupazione.

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