23/3/2014 00:00:00

Il quindicesimo Forum Confcommercio si è aperto con il panel dedicato a “Spesa pubblica e burocrazia”. Il primo a intervenire è stato William Cline, del Peterson Institute for International Economics, che parlando della situazione economica nel Vecchio Continente ha invitato le autorità europee a far osservare una “disciplina fiscale molto stretta per cementare i recenti miglioramenti” e ha poi sviluppato una tutto sommato confortante analisi dell’economia italiana. Antonio Catricalà, presidente di Sezione del Consiglio di Stato, ha da parte sua definito “incoraggianti” i primi passi del nuovo Governo e ha sottolineato che “il problema, a livello europeo, non è la burocrazia ma la faciloneria con la quale vengono assunti determinati impegni senza pensare a quando questi impegni arriveranno a scadenza”. Parlando di burocrazia italiana, Catricalà ha fortemente criticato lo spoil system, che “ha depotenziato l’assetto dello Stato” e ha ricordato che in ultima istanza “le responsabilità sono sempre della politica”. La parola è quindi passata a Pierre Thénard, direttore delle relazioni internazionali dell’Ena, il quale ha parlato dell’esperienza francese negli ultimi anni, in particolare del processo di riduzione della spesa pubblica nelle sue varie fasi. Francesco Caio, commissario per l’attuazione dell’Agenda digitale, ha poi evidenziato che quest’ultima è “riforma strutturale dello Stato, è semplicità, trasparenza e linearità. Internet può erogare tecnologia e risparmi dell’ordine di qualche decina di miliardi. Ma il ruolo della tecnologia è valido solo se ancorato a una forte visione politica”. “Nella pubblica amministrazione – ha continuato Caio – non ci sono solo pelandroni, tutt’altro. Occorrono però obiettivi chiari e una politica che ‘spinga’”. Serena Sileoni, vicedirettore generale dell’Istituto Bruno Leoni, ha criticato nel suo intervento la cosiddetta “superfetazione normativa”, ovvero il numero spaventoso di leggi esistenti, evidenziando che “più la legge è oscura e più la burocrazia si espande”. Il panel si è chiuso con l’intervento di Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, secondo il quale “non bisogna eliminare la burocrazia ma le degenerazioni che nel nostro Paese sono avvenute a causa dell’uso politico che della burocrazia si è fatto. Non dobbiamo essere superficiali, serve un’analisi rigorosa e onesta: in Italia i funzionari pubblici si considerano servitori dello Stato mentre dovrebbero essere servitori dei cittadini”. Angeletti ha quindi affrontato la questione dei tagli alla spesa pubblica, esortando a “non sprecare l’occasione che abbiamo oggi: bisogna colpire là dove c’è spesa fuori controllo e patologia nel rapporto tra spesa e risultato, altrimenti continueranno a chiudere le imprese e ad aumentare i disoccupati”. In particolare, il segretario generale della Uil ha evidenziato la necessità di “ridurre i luoghi fisici e il numero di persone delegate a spendere soldi: in Italia ci sono oggi più di 30mila stazioni appaltanti”.

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