29/3/2014 00:00:00

In Italia il costo del lavoro è poco sotto la media dell’Eurozona e molto più basso che in Francia e Germania ma è un costo che negli ultimi cinque anni 2008-2013, proprio quelli della crisi, è cresciuto un po’ di più, della media Ue ed in cui la componente non salariale (oneri e tasse) pesa in maniera consistente rispetto alla maggior parte degli altri paesi. Eccola la fotografia che emerge dai dati Eurostat del 2013: cifre e percentuali che sottolineano ancora una volta la situazione italiana.

In Italia nel 2013 il costo del lavoro si è attestato a 28,1 euro l’ora contro i 28,4 euro dell’Eurozona , il 34,3 della Francia, i 31,3 della Germania. Tra i paesi dell’area Euro il più caro è il Belgio con 39 euro l’ora il meno costoso la Slovacchia. Eurostat sottolinea il grande divario tra i diversi Paesi. Nella Ue a 28 infatti il costo medio orario è stato nel 2013 di 23,7 euro, passando però dai 3,6 euro all’ora della Bulgaria ai 48,5 della Norvegia. Tra il 2008 ed il 2013, inoltre, il costo del lavoro nei 28 paesi Ue è aumentato del 10,2% (10,4% nell’Eurozona). In Italia l’aumento è stato superiore (11,4%) anche se gli aumenti maggiori si sono registrati in Bulgaria (44,1%), dove però rimangono ai livelli minimi in Ue e in Svezia dove l’aumento è stato del 26,9%. Negli stessi anni si è invece registrato un crollo in Grecia (-18,6%) e cali in Croazia, Portogallo e Ungheria. Un piccolo calo però, dello 0,5%, si è anche registrato nel Regno Unito Nei suoi calcoli Eurostat prende in considerazione tutte le attività economiche con più di 10 dipendenti ad esclusione dell’agricoltura e della pubblica amministrazione e dividono i costi in salariali e non (tasse,oneri previdenziali etc).

Nel 2013 i costi non salariali hanno inciso sul costo totale del lavoro nei paesi Ue per il 23,7%; una percentuale che sale al 25,9% prendendo in considerazione i paesi dell’Eurozona. L’Italia con una percentuale del 28,1% si colloca al quarto posto dopo Svezia (33,3%), Francia (32,4%) e Lituania (28,5%). Tra i big dell’Eurozona la Germania ha il costo non salariale più basso(21,8%). In tutta la Ue a 28 sotto il 20% un pugno di paesi con caratteristiche completamente diverse tra di loro: da Malta, che in assoluto ha la percentuale più bassa (l’8%), al Lussemburgo con il 13,4%, alla Slovenia (14,7%) al Regno Unito con il 15,3%.
 

 

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