30/3/2014 00:00:00

“Il miglioramento della fiducia delle famiglie e degli ordinativi dal versante produttivo non sono ancora in grado di stimolare i consumi. Infatti, al netto della componente relativa ai prezzi, la dinamica delle vendite sia in termini congiunturali che tendenziali rimane negativa confermando, in maniera molto chiara, come la domanda per consumi non abbia minimamente beneficiato di questi timidi segnali e che la ripresa è ancora tutta da costruire”. Questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio ai dati Istat sulle vendite al dettaglio e sulla fiducia dei consumatori. A soffrire di questa situazione – prosegue la nota – sono principalmente le imprese di minori dimensioni, per le quali il trend negativo si protrae ormai da alcuni anni, mentre dati migliori si rilevano per la formula discount, a segnalare come la tendenza alla ricomposizione al ribasso del mix qualitativo non sia ancora giunta a un punto di equilibrio. “E’ evidente – conclude Confcommercio – che il miglioramento registrato a marzo dalla fiducia delle famiglie costituisce, comunque, un importante segnale di potenziale inversione di rotta per i prossimi mesi anche se, per potersi tradurre in maggiore spesa, rimane indispensabile il concreto avvio di misure di incremento del reddito disponibile reale delle famiglie”.

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