7/4/2014 00:00:00

“Dato sconvolgente”, così è stato definito dal Presidente del Consiglio quello sulla disoccupazione in Italia al 13% e che ci ha fornito l’Istat nei giorni scorsi. Certo sono cifre che non possono lasciare indifferenti e che sono il risultato di anni di dura crisi e di politiche economiche inadatte. Si pensi che nel 2011 l’Uk era all’11% e l’Italia all’8,4%, ora è al 7% e noi al 13%. Vanno compiuti passi in direzioni nuove, bisogna uscire dal pantano se ci si vuole riprendere e quello dell’occupazione è il tema fondamentale perché non si può immaginare ripresa senza lavoro.

Scrive Confcommercio che i consumi sono congelati in attesa della ripresa: l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, a febbraio, una diminuzione dello 0,7% su base annua ed una variazione mensile nulla. Confermato l’avvio di una fase di stabilizzazione che, però, senza crescita di occupazione e reddito non si traduce in una vera e propria ripresa. Non solo: le perdite subite dal mercato dei beni durevoli sono state tali, secondo Confcommercio, che nella migliore delle ipotesi, ci vorranno 12 anni per riprendere i livelli del 2007 mentre ne serviranno ben 33, nell’ipotesi peggiore, il che ci porterebbe al 2046.
I dati dell’Osservatorio Credito Commercio, OCC, di Confcommercio, mostrano come rimane difficile ottenere finanziamenti dalle banche e sono molte le imprese che non sono più in grado di fare fronte ai propri impegni finanziari.

Dove c’è crisi può esserci opportunità. È stato presentato giovedì scorso il Rapporto Unioncamere Legambiente sul disagio abitativo e se “l’Italia che va” si caratterizza per la dimensione dei centri urbani e per una sempre più marcata separazione tra un nord più veloce e vicino alle performance europee e un sud caratterizzato da elementi critici: la “piccola dimensione” è un forte limite rispetto alle esigenze di capitalizzazione e di competitività ma piccolo o grandi per creare valore duraturo vale ciò che un comune condivide: nodi e rete territoriale, autenticità, talenti. E proprio dai comuni serve partire: campanili, terra e opifici sono il lievito per l’eccellenza dei territori.

Bisogna tenere conto delle osservazioni dell’Ocse, per il quale, tra i paesi ‘vulnerabili’ (Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna) i costi delle unità di lavoro “sono sostanzialmente scesi, con la rilevante eccezione dell’Italia”. Dallo studio dell’Ocse emerge anche quanto sia una “mission impossible” il cammino imposto all’Italia di riduzione del debito pubblico, per arrivare al limite del 60%. Inoltre, guardando al complesso dell’Eurozona, per l’Ocse i rischi di deflazione “possono aumentare se l’attività economica continua ad essere debole.

Sono in aumento, secondo i dati Crif , le domande di mutui delle famiglie italiane, occorre però sottolineare come la distanza rispetto agli anni precedenti risulti ancora significativa, con volumi quasi dimezzati.

In diminuzione (fonte Istat) l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, un dato che conferma una tendenza al calo congiunturale e tendenziale dei prezzi delle abitazioni in atto ormai da due anni.

Divide l’Italia in otto fasce l’Agenzia delle Entrate, da aree a ”Rischio totale” a quelle in cui ”Stanno tutti bene” passando per ”Niente da dichiarare?”.

Sono molti gli eventi che segnaliamo in questa newsletter tra questi il convegno Cribis D&B del 15 aprile a Milano: Studio Pagamenti 2014. Finanziare la crescita con la cassa: i pagamenti al centro dell’azienda.

 

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