16/4/2014 00:00:00

Rispetto al mese precedente, a febbraio 2014 si rileva una flessione per entrambi i flussi commerciali, più intensa per l’export (-0,9%) rispetto all’import (-0,1%).
La diminuzione congiunturale dell’export è la sintesi della contrazione delle vendite verso i mercati extra Ue (-2,3%) e di un aumento verso quelli Ue (+0,4%). La flessione è diffusa a tutti i principali raggruppamenti di prodotti con l’eccezione dei beni di consumo durevoli (+2,2%).
Il lieve calo congiunturale delle importazioni risente della flessione degli acquisti dai paesi Ue (-1,5%). In contrazione sono gli acquisti di prodotti energetici (-3,4%) e di beni di consumo non durevoli (-2,7%), mentre i beni strumentali registrano una rilevante crescita (+4,2%).
Nell’ultimo trimestre, rispetto al precedente, l’export risulta in espansione (+2,5%), con tassi di crescita superiori per l’area Ue (+2,9%) rispetto ai paesi extra Ue (+2,1%). Rilevante la crescita delle vendite di prodotti energetici (+6,1%) e di beni strumentali (+3,2%).
A febbraio 2014, la crescita tendenziale dell’export (+3,0%) è trainata dall’area Ue (+5,3%). In espansione sono anche i volumi esportati (+3,7%). La flessione tendenziale delle importazioni (-2,2%) è da ascrivere esclusivamente all’area extra Ue (-5,2%).
A febbraio 2014 il saldo commerciale è positivo (+2,6 miliardi), in forte miglioramento rispetto al 2013 (+1,0 miliardi). Questo risultato riflette l’avanzo registrato sia con i paesi extra Ue (+1,4 miliardi) sia con quelli Ue (+1,3 miliardi). La bilancia commerciale al netto dei prodotti energetici è attiva per 6,2 miliardi.

Paesi EDA (+25,8%), Belgio (+14,8%), Regno Unito (+14,5%) e Cina (+14,3%) sono i mercati più dinamici all’export. Si segnala l’incremento delle vendite verso Stati Uniti (+8,0%) e Germania (+4,4%). La crescita delle vendite di autoveicoli (+13,9%) e di altri mezzi di trasporto (+12,7%) è rilevante.
Gli acquisti da paesi OPEC (-36,4%) e Russia (-20,9%) sono in forte contrazione, anche per il rilevante calo dell’import di prodotti petroliferi raffinati (-35,5%) e di gas naturale (-22,6%).
La crescita tendenziale dell’export è spiegata per un terzo dall’aumento delle vendite di mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi) verso la Francia e di macchinari e apparecchi n.c.a. verso Stati Uniti e paesi EDA.

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