11/5/2014 00:00:00

A marzo ennesimo segno meno per i consumi delle famiglie: -2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (-2,3% la domanda per i beni e -1,6 quella per i servizi) e -0,1% rispetto a febbraio (stessa percentuale negativa per beni e servizi).
A marzo l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è sceso del 2,1% in termini tendenziali e dello 0,1% rispetto a febbraio. Il dato, pur influenzato dal diverso periodo in cui è caduta la Pasqua, conferma una situazione dei consumi ancora molto incerta, in linea con la dinamica dell’economia italiana. La dinamica tendenziale riflette una diminuzione del 2,3% della domanda relativa ai servizi e dell1,6% della spesa per i beni. Variazioni positive rispetto allo stesso mese dello scorso anno si rilevano per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+4,4%), in beni e servizi per ricreativi (+0,8%). Le riduzioni più significative si sono registrate per gli alimentari le bevande ed i tabacchi (-3,9%), l’abbigliamento e le calzature (-3,4%) e gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-3,2%). In calo anche la spesa per i beni e servizi per la mobilità (-2,5%) al cui interno le vendite di auto a privati sono tornate a registrare, dopo un trimestre, segno negativo tendenza che stando alle prime indicazioni è stata confermata anche ad aprile. I dati destagionalizzati mostrano a marzo un modesto ridimensionamento, con una flessione dello 0,1% della domanda sia per la componente relativa ai servizi, sia per quella relativa ai beni. Il dato destagionalizzato, anche se meno negativo rispetto al tendenziale per la correzione “dell’effetto Pasqua” su alcune voci come l’alimentare e gli alberghi e pasti e consumazioni fuori casa, evidenzia il permanere di difficoltà sul versante della domanda per consumi. La ripresa della domanda appare ormai rimandata alla fine della primavera o all’inizio dell’estate, quando potrebbero avvertirsi i primi effetti sui redditi della riduzione del carico fiscale su parte dei contribuenti. Restano difficoltà per il segmento dei beni e servizi per la mobilità (-0,8%) e per l’abbigliamento e le calzature (-0,4%). Per gli alimentari e le bevande il dato destagionalizzato segnala un aumento rispetto a febbraio dello 0,5%, dato che porta ad ipotizzare un assestamento della domanda dopo un periodo di sensibili ridimensionamenti. Per quanto riguarda infine i prezzi, per il mese di maggio l’Ufficio Studi Confcommercio stima una variazione congiunturale nulla, con un tasso di crescita tendenziale dell’inflazione pari allo 0,5%, in contenuta diminuzione rispetto allo 0,6% registrato ad aprile.

Sangalli: “per i consumi la primavera non è ancora arrivata”

”Per i consumi non è ancora arrivata la primavera”. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta così il calo dei consumi a marzo registrato dall’ICC di marzo. ”Il dato di oggi, peggiore del previsto, conferma un’Italia in bilico tra due stagioni molto diverse: la prima – ha affermato nel corso del suo intervento di saluto all’Assemblea pubblica di Confcommercio Lazio – è quella di un’Italia in cui i segnali di ripresa, per quanto deboli, autorizzano un po’ di ottimismo, l’altra, quella del mercato interno,
invece, continua a soffrire ed è ferma al palo perché le famiglie ancora scontano gli effetti della crisi, e di conseguenza sono costrette a ridurre i consumi”. In conclusione ”c’è una grande voglia di ripartire – ha osservato Sangalli – che va immediatamente sostenuta. Il governo Renzi dispone di un importante capitale di fiducia che deve essere sostenuto e valorizzato realizzando quella ricetta che da tempo portiamo avanti: piu’ riforme, più lavoro, meno tasse e meno spesa pubblica”. E per ridurre in modo strutturale la pressione fiscale, ha concluso il presidente di Confcommercio, “bisogna imboccare un percorso certo, sostenibile di riduzione generalizzata delle aliquote Irperf. Solo così potremmo ricostituire il reddito delle famiglie, tornato ai livelli di quasi 30 anni fa e sospingere la domanda interna che, per consumi e investimenti vale l’80% del Pil e che può favorire una ripresa più robusta e duratura”.

Scarica ICC di marzo

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