19/5/2014 00:00:00

Durante la settimana scorsa anche i più; ottimisti, anche quelli che lo sono ad ogni costo, hanno perso il sorriso di fronte ai dati negativi del PIL, quelli sui consumi al ribasso, quelli sui fallimenti delle aziende. Persino l’export ha un segno negativo. L’agognata ripresa che sta facendo vedere i suoi effetti nelle economie europee o negli Stati Uniti, pare aver soltanto sfiorato il nostro paese che non è stato in grado, fino ad ora, di agganciarla.

In crescita nei primi tre mesi del 2014 la fiducia degli imprenditori del terziario del Fvg (da 22,8 a 24,1) sull’andamento dell’economia e la propria impresa (da 28,8 a 32,1) secondo i dati
congiunturali del primo trimestre 2014, dall’Osservatorio di Confcommercio regionale, in collaborazione con Format Ricerche. è questo uno dei pochi dati positivi di questa settimana.

“Oggi in Italia c’è un livello di pressione così alto che qualsiasi prospettiva di crescita e di sviluppo del Paese diventa incompatibile". Sono parole del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che sostiene anche che se si vuole migliorare occorrono meno tasse e più; "bisturi" contro il malaffare, più; pagamenti dalla Pubblica Amministrazione e meno accuse di corporativismo. E commentando i dati negativi forniti dall’Istat Sul Pil (diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nei confronti del primo trimestre del 2013) il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli ha sottolineato che il "dato sul Pil conferma che la nostra economia è in convalescenza e che le prospettive di ripresa purtroppo si allungano e diventano più; incerte.

Il Centro Studi CNA ha pubblicato uno studio nel quale mostra il livello di tassazione nei 112 capoluoghi di provincia: il risultato di questo lavoro capillare è il primo "Osservatorio permanente sulla tassazione di artigiani e piccole e medie imprese in 112 Comuni d’Italia". La "classifica" della pressione fiscale complessiva vede al primo posto Roma con il 74,4%, seguita da Bologna e Reggio Calabria con il 74,2% e Firenze con il 74,1%.

Secondo l’indagine congiunturale del Centro studi di Unioncamere con riferimento agli andamenti del I trimestre 2014 e alle previsioni per il II trimestre 2014 i consumi sono ancora al palo: -3,7% le vendite commerciali e -2,6% il volume d’affari dei servizi nel I trimestre 2014.

Neanche l’export ci dona segnali positivi: Istat, commercio con l’estero, rispetto al mese precedente, a marzo 2014 si rileva una flessione per entrambi i flussi di interscambio commerciale: -1,0% per l’import e -0,8% per l’export.

Tra gennaio e marzo i fallimenti aziendali sono stati 3.811, il 4,6% in più; rispetto allo stesso periodo del 2013. Secondo i dati del Cerved analizzati dall’ANSA è un nuovo record.

Di segno meno si parla anche per il dato Eurostat sulla produzione industriale: a marzo, rispetto a febbraio, la produzione industriale è scesa dello 0,3% nell’area dell’euro (EA18) e dello 0,2% nella EU28. La produzione industriale diminuisce anche in Italia dello 0,5%, dopo il -0,4% di febbraio.

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