26/5/2014 00:00:00

L’Italia ha scelto i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Il voto degli italiani premia il l’azione di governo e del Primo Ministro Renzi. Dal punto di vista pratico, almeno per quanto riguarda i dati congiunturali, per i prossimi giorni e settimane, ben poco potrà mutare. Il momento economico non volge al meglio e sarà anche responsabilità dell’Europa rinnovata trovare il modo di agganciare una ripresa che sembra solo sfiorare alcuni paesi, e fra questi il nostro, che, secondo le stime IMD, Institute Management Development, che ha pubblicato la classifica della competitività del 2014, mentre gli Stati Uniti volano, Italia e Grecia sono in caduta. In particolare il Bel Paese scivola al 46° posto su 60.

È la crisi a frenare gli stipendi e ad aprile le retribuzioni contrattuali orarie rimangono invariate rispetto a marzo, salendo solo dell’1,2% su base annua. È quanto rileva l‘Istat, spiegando che si tratta della crescita annua più bassa da quando esistono le serie storiche ricostruite, partite nel 1982, ovvero ben 32 anni fa.

L’Istat ci rivela anche che le vendite al dettaglio continuano a scendere a marzo, con un calo del 3,5% su base annua. Per gli alimentari c’è un crollo del 6,8%, anche in questo caso, come non accadeva dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal 1995, per questo tipo di rilevazione.

Sostiene Confcommercio che per tentare di risollevare i consumi la via è la riduzione delle tasse: l’elevata pressione fiscale e l’incertezza sul carico tributario effettivo impediscono alle famiglie di rivedere al rialzo i propri piani di spesa. Ma il carico fiscale, specie per quanto riguarda negozi e ristoranti è, invece sempre più duro: stima Confcommercio che per un ristoratore con un locale di più di 200 metri quadri la tariffa della nettezza urbana (Tari) potrebbe aumentare nel 2014 del 570 per cento rispetto a quanto pagato di Tarsu nel 2013. Non solo: lo stesso ristoratore dovrà anche fare i conti con un aggravio del pacchetto «Imu più Tasi» che oscillerà fra il 7,5 e il 50 per cento. E potrebbe andare ancora peggio ad un titolare di negozio di 100 metri quadrati. Il rischio è che questa bastonata finirà per colpire anche le tasche dei cittadini, attraverso l’inevitabile aumento dei prezzi.

Scende in Europa il tasso di occupazione della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni e arriva a 68,3% nel 2013, fonte Eurostat.

Qualche nota un po’ meno pesante giunge dal fronte immobiliare e del credito.
Stima Tecnoborsa con Banca d’Italia che nel primo trimestre del 2014 è proseguita la fase di debolezza del mercato immobiliare, ma sono emerse indicazioni più favorevoli sugli andamenti futuri.

Secondo i dati ABI c’è un calo delle sofferenze nette, mentre segnano +20% nuovi mutui nel primo trimestre. Le banche italiane vedono crescere ancora le sofferenze, anche se le cessioni dei crediti problematici fanno calare su base annua i dati delle sofferenze nette di marzo. Il trend degli impieghi in aprile, ancora negativo, dà segnali di lieve miglioramento nel dato complessivo mentre resta in calo del 2,2% annuo il credito a famiglie e imprese

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