28/5/2014 00:00:00

Il Rapporto annuale dell’Istat, giunto alla ventiduesima edizione, sviluppa una riflessione documentata sulle trasformazioni che interessano economia e società italiana, integrando le informazioni prodotte dall’Istat e dal Sistema statistico nazionale.
Quest’anno, oltre a illustrare gli effetti economici e sociali della crisi, il Rapporto guarda alle potenzialità del Paese e mette a fuoco le sfide più rilevanti che l’attendono.
L’analisi delle condizioni della finanza pubblica e dell’impatto redistributivo del bilancio pubblico offre, infine, alcuni scenari utili per la definizione di politiche a sostegno della ripresa.

Nonostante ”un lieve miglioramento nel 2013”, la poverta’ rappresenta una ”condizione strutturale” in Italia dove, nel 2012, si e’ registrato un rischio di persistere in tale stato ”tra i piu’ alti d’Europa”. Una situazione fortemente negativa, ”cinque volte piu’ elevata” nel sud, e ”tre volte piu’ elevata” tra gli under 35. E che spinge inevitabilmente le famiglie a ridurre i consumi laddove – anche se sempre piu’ determinate per la sopravvivenza – diminuisce la spesa dei Comuni per la poverta’ e il disagio. E’ la fotografia scattata dall’Istat nel suo Rapporto annuale 2014 pubblicato oggi. In Italia – rileva l’Istituto di statistica – il rischio di persitenza in poverta’, ovvero la condizione di poverta’ nell’anno corrente e in almeno due degli anni precedenti, e’ nel 2012 tra i piu’ alti d’Europa (13,1 contro 9,7%). Si tratta di una ”condizione strutturale”: le famiglie maggiormente esposte continuano ad essere quelle residenti nel Mezzogiorno, quelle che vivono in affitto, con figli minori, con disoccupati o in cui il principale percettore di reddito ha un basso livello professionale e di istruzione. L’indicatore di poverta’ assoluta, stabile fino al 2011, sale di ben 2,3 punti percentuali nel 2012, attestandosi all’8% delle famiglie. La grave deprivazione, dopo l’aumento registrato fra il 2010 e il 2012 (dal 6,9% al 14,5% delle famiglie) registra un lieve miglioramento nel 2013, scendendo al 12,5%.

scarica il Rapporto Annuale 2014 in pdf
 

 

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