9/6/2014 00:00:00

C’è bisogno di una svolta vera, di aggredire questa crisi con determinazione se si vuole uscire dal pantano nel quale si sta muovendo il nostro paese; un paese che, ci dice l’Istat, è diviso sostanzialmente in due, con un Nord che non ride e con un Sud che soffre terribilmente: nel 2013 il Prodotto interno lordo (Pil), misurato in volume, ha segnato una dinamica piuttosto diversificata a livello territoriale, con una riduzione decisamente meno marcata rispetto a quella media nazionale nel Nord-ovest (-0,6%), poco meno intensa nel Nord-est (-1,5%), in linea con il dato nazionale nel Centro (-1,8%) e molto più accentuata nel Mezzogiorno (-4%).

L’Italia è in dietro ma vuole uscire da questa fase economica e sono gli imprenditori del commercio che con la voce del loro presidente Carlo Sangalli, alla Ventisettesima Assemblea Generale di Confcommercio, rilanciano la necessità delle riforme: fare le riforme è “la parola d’ordine”, oltre che “l’unica strada per presentarci in Europa con dignità”. Quindi un nuovo appello alla riduzione fiscale (“basta con lo spendi e tassa”) e alla semplificazione (“servono regole chiare e valide per tutti”). Carlo Sangalli ha anche ricordato come sia di vitale importanza “mettere a reddito il nostro immenso capitale ambientale, culturale, artistico”, con particolare attenzione al Mezzogiorno: “Stiamo perdendo un pezzo del paese senza il quale non ci sarà, non ci potrà essere, una ripresa degna di questo nome”.
All’Assemblea è intervenuto anche il ministro per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi (oltre a molti altri di cui riportiamo in questa Newsletter i punti principali), che ha ribadito che non ci sarà crescita se non si rilanceranno i consumi interni perché nessuna azienda può vivere solo con l’export ed il commercio è stato uno dei principali fattori che hanno assicurato elevati livelli di vivibilità e di coesione, sociale anche in questi anni di crisi, e per questo è doveroso, ha detto il ministro, “riconoscervi un vero e proprio ruolo di servizio pubblico”.

Sono i dati sull’occupazione, in calo di mese in mese, che in questi ultimi tempi stanno maggiormente preoccupando. Rivela l’Istat che ad aprile 2014 gli occupati sono 22 milioni 295 mila, in diminuzione dello 0,3% rispetto al mese precedente (-68 mila) e dello 0,8% su base annua (-181 mila). Il tasso di disoccupazione è pari al 12,6%, invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 0,6 punti percentuali nei dodici mesi.

Il presidente Squinzi, intervenendo al convegno dei giovani di Confindustria, a Santa Margherita Ligure, ha sostenuto che il problema vero è fare le riforme, ma vanno fatte adesso, subito, nei prossimi mesi, o la possibilità di ripartire e di creare lavoro per i giovani rimarrà un’illusione.

Ci vorrebbe una revisione del’Irpef, dice la Corte dei Conti nel rapporto 2014 sulla finanza pubblica in cui anche il bonus da 80 euro viene definito “un surrogato” rispetto ad una revisione complessiva dell’imposta.

Un leggero ottimismo giunge dal fronte del mercato immobiliare: Valter Giammaria, presidente Tecnoborsa, ha affermato commentando i risultati dell’indagine Tecnoborsa 2014: “Analizzando in modo specifico il comparto delle compravendite è emerso che il 2,4% delle famiglie italiane intervistate ha acquistato un’abitazione nel biennio 2012-2013 e, confrontando l’attuale Indagine con le precedenti, sembra che si sia arrestato il trend decrescente; infatti, si è rilevata la stessa percentuale riscontrata nell’Indagine 2012”.
 

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