16/6/2014 00:00:00

Non appaiono infondate le speranze per un inversione di tendenza della pesante situazione di crisi che ci sta accompagnando ormai da anni. Ci sono segnali, nei più; recenti dati congiunturali, che possono effettivamente indurre ad un prudente ottimismo, con un indice della produzione industriale che è aumentato dello 0,7% rispetto a marzo (Istat) e l’OCSE che ha pubblicato i risultati del superindice: l’indicatore sale per l’Italia a quota 101,6 punti dai 101,4 di marzo: su base annua l’incremento è del 2,4% più; che doppio rispetto alla Germania (+1,05%). Positiva anche l’Eurozona nel suo complesso: l’indicatore che anticipa l’andamento futuro della crescita è positivo per il nostro Paese e ad aprile il valore è il più; alto nel gruppo G7. Non solo: in Europa, fonte Eurostat, l’occupazione cresce per il secondo trimestre consecutivo. Una progressione debole ma costante che fa sperare in una ripresa del ciclo economico.

Certo non siamo ancora fuori dal guado e se una ripresa c’è è “tutta da costruire”, come scrive l’Ufficio Studi Confcommercio commentando i più; recenti dati economici e, fornendo il Misery Index, mostra come in aprile l’indice del disagio sociale abbia registrato ancora un aumento, dello 0,1%, imputabile all’aumento, nel nostro Paese, di 0,1 punti dell’inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza di acquisto e dello 0,1% della disoccupazione estesa.

Analizzando il sentiment dei giovani imprenditori del terziario, l’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con Format Research, in una ricerca presentata a Bari durante la due giorni “l’Italia che verrà;”, organizzata dall’Associazione dei Commercianti, è emerso come ci siano i primi segnali positivi di un ritrovato clima di fiducia. Secondo la ricerca, fra i giovani imprenditori sale infatti al 6,5% la quota di chi indica un miglioramento rispetto al 4,4% del trimestre precedente a testimonianza di una, seppur lieve, inversione di tendenza rispetto all’anno passato. Rimangono invece le difficolta degli imprenditori per quanto riguarda i ricavi o il far fronte ai bisogni finanziari e resta la preoccupazione per i livelli occupazionali.

Nell’area euro si registra ad aprile un aumento della produzione industriale dello 0,8% sul mese precedente e dello 0,7% nella Ue a 28. E’ quanto emerge dai dati diffusi dall’Eurostat.

Cresce il valore aggiunto del settore agricolo che segna un +2,2%, lo segnala Confagricoltura che mostra come le imprese agricole stanno puntando decisamente sull’export e trainando il made in Italy nel mondo.

In conclusione segnaliamo la recente nomina all’Istat di Giorgio Alleva, che ne diventa presidente, e al quale facciamo i nostri più; sinceri auguri di buon lavoro.

 

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