18/6/2014 00:00:00

Il Pil nel primo trimestre dell’anno in stagnazione sia in Uem (Germania esclusa), sia negli Usa; i risultati delle elezioni europee forse al di là delle aspettative nella loro radicalità; l’ampia batteria di strumenti messa in campo dalla Bce per evitare la deriva deflazionistica nell’Uem; queste sono le novità fondamentali intervenute da aprile scorso.

Ci si domanda quindi se l’intensità della ripresa nel corso di quest’anno potrà confermare le previsioni in precedenza formulate, oppure se si tratta di segnali di una più profonda debolezza, in particolare delle economie europee.

Gli interventi delineati da Mario Draghi non solo intendono scongiurare quest’ultima possibilità, ma devono affrontare questo compito riuscendo, nei prossimi mesi, a disallineare in modo ancora più incisivo l’andamento della politica monetaria europea da quella americana.

Da ultimo, è necessario interrogarsi circa la possibilità che la uova Commissione Europea sia in grado di rafforzare l’azione avviata dalla Bce per determinare la quantità di stimoli adeguata a innescare una ripresa che costituisca l’effettiva uscita da sette anni di crisi.

La partecipazione è riservata esclusivamente agli associati.

Royal Hotel Carlton   Via Montebello, 8  Bologna
 

 

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